Tre colori - Film Blu

Tre colori - Film Blu

( Trois couleurs: Bleu )
Voto del pubblico
Valutazione
4.6 di 5 su 7 voti
Genere: Drammatico
Anno: 1993
Paese: Francia, Gran Bretagna, Polonia, Svizzera
Durata: 97 min
Distribuzione: ACADEMY PICTURES (1993)
Tre colori - Film Blu è un film di genere drammatico del 1993, diretto da Krzysztof Kieslowski, con Juliette Binoche e Benoît Régent. Durata 97 minuti. Distribuito da ACADEMY PICTURES (1993).
Genere: Drammatico
Anno: 1993
Paese: Francia, Gran Bretagna, Polonia, Svizzera
Durata: 97 min
Formato: PANORAMICA, 35 MM
Distribuzione: ACADEMY PICTURES (1993)
Fotografia: Slawomir Idziak
Montaggio: Jacques Witta
Produzione: MK2 PRODUCTIONS, CED PRODUCTIONS, FRANCE 3 CINEMA, PARIS - TOR PRODUCTION, VARSAVIA

TRAMA TRE COLORI - FILM BLU:

In un incidente stradale, Julie perde il marito Patrice, un celebre compositore, e la piccola figlia Anna. Julie inizia così una nuova vita, anonima, indipendente, lasciandosi deliberatamente alle spalle tutto ciò di cui disponeva prima, in abbondanza. Un giornalista musicale sospetta che in realtà fosse Julie l'autrice delle musiche del marito. Lei nega, forse troppo bruscamente... Olivier, il giovane assistente di Patrice ama Julie da molto tempo. Per costringerla ad uscire dall'isolamento, decide di portare a termine il Concerto per l'Europa: un'opera grandiosa lasciata incompiuta dal compositore morto. Julie intanto si sforza per non cadere nelle trappole che minano la sua libertà...

CRITICA DI TRE COLORI - FILM BLU:

Il film vincitore (ex aequo con "Short Cuts" di Altman) del Leone d'oro alla Mostra di Venezia è bellissimo e imperfetto. Fa del blu il colore della libertà: lavorando in Francia, il grande regista polacco Kieslowski dedica tre film, intitolati ai tre colori della bandiera francese, ai principi di libertà, uguaglianza e fraternità proclamati dalla Rivoluzione francese ed essenziali per la civiltà europea, analizzandoli nella profondità degli individui anzichè nelle implicazioni sociopolitiche. "Film blu" è il primo, ha come protagonista unica Juliette Binoche, premiata a Venezia come migliore attrice: giusto, stando sullo schermo dal primo all'ultimo minuto davanti a una macchina da presa che la esplora e denuda e le penetra persino nelle pupille, pronunciando pochissime frasi e affidando soltanto all'intensità fisica l'espressione d'un sentimento ineffabile come il dolore, è meravigliosamente brava. "Film blu" è straordinario per linguaggio, altissimo stile ed emozione soprattutto nella prima parte che racconta l'assoluto e la cognizione del dolore; la seconda parte che racconta il ritorno tra gli altri e l'accettazione d'una vita non felice ha al confronto minore grandezza; questo squilibrio non sminuisce l'eccezionalità dell'opera e della sua interprete. (La Stampa, Lietta Tornabuoni) Il "Film Blu" inizia e finisce nella musica. Cioè non finisce affatto, perchè un grandioso coro ci investe dallo schermo "blu" e lascia il finale aperto sulla vita che continua. Nella musica è il punto di partenza, lo svolgimento e la proiezione finale. Un compositore contemporaneo, definito da morto, come si conviene, "uno dei più grandi talenti del nostro secolo", è il fantasma senza lineamenti che muove il racconto. Che a sua volta è racconto non di cose ma di sentimenti, concentrati in Julie Binoche. E Kieslowski sa che la sonda più sottile per entrare nei capillari del sentimento non è la parola ma il suono, cosa che proclamano scrittori e filosofi da Plotino a Schopenhauer. I personaggi di "Film Blu" vivono nella musica come feti nel liquido amniotico. Già ma quale musica? Una corrente della scena contemporanea con nomi e cognomi: il neosinfonismo di scuola polacca, cattolico, fideista, grandioso e anche retorico che discende direttamente dalla svolta nazional popolare di Krzysztof Penderecki fino a l'altroieri il più grande compositore della Polonia. Zbignew Preisner, conterraneo e collaboratore di Kieslowski, per "Film Blu" ha confezionato una partitura per grande orchestra, con più pieni che vuoti. Chi vorrebbe amare il film di Kieslowski ma non può, dà molta colpa a questa musica, che sarebbe in contraddizione col sottile reticolo di sentimenti in cui ci si insinua. Ma la retorica della musica ha una ragione: il pezzo, nella trama del film, è commissionato per una tronfia occasione, un "concerto per l'Europa unita". E del resto Kieslowski è onesto: questa nuova retorica della Sinfonia circola in tutta la cultura musicale di oggi, e quella scuola polacca ne sventola il vessillo. (Il Giorno, Carlo Maria Cella 28-09-93) Nel loro primo film integralmente girato in terra straniera, Krzysztof Kieslowski ed il fido sceneggiatore Piesiewicz si concedono una costruzione effettata e forzata. Il primo capitolo dell'attesa trilogia dedicata ai temi della Libertà, Fraternità ed Uguaglianza scolpisce un universo narrativamente di comodo, per poterci liberamente innestare impettite dissertazioni socio-metafisiche. Lo stile è "elegante", magari insolito: ma i personaggi e le situazioni prendono corpo in un limbo di totale artificiosità che ne inficia persino i versanti commossi. (Il Mattino)

CURIOSITÀ SU TRE COLORI - FILM BLU:

- REVISIONE MINISTERO OTTOBRE 1993.- LEONE D'ORO (EX AEQUO CON "AMERICA OGGI" DI ROBERT ALTMAN) E COPPA VOLPI PER LA MIGLIORE INTERPRETAZIONE FEMMINILE A JULIETTE BINOCHE ALLA MOSTRA DEL CINEMA DI VENEZIA (1993).

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