The Sound and the Fury Recensione

Titolo originale: The Sound and the Fury

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The Sound and the Fury - la recensione del nuovo adattamento faulkneriano di James Franco

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The Sound and the Fury - la recensione del nuovo adattamento faulkneriano di James Franco

Gli ottimi risultati di As I Lay Dying - e magari anche quelli discreti ma non eccelsi di Child of God, adattamento di Cormac McCarthy - devono aver giocato un ruolo importante nella decisione di James Franco di insistere sulla stessa strada e di tentare un altra difficile traduzione cinematografica: quella di uno dei titoli più celebri dell'opera di William Faulkner, "L'urlo e il furore".
E forse, purtroppo per lui e per noi, devono avergli infuso una fiducia eccessiva nei propri mezzi.

Diviso in tre parti corrispondenti alle prime tre del romanzo, dedicate rispettivamente ai personaggi di Benjy, di Quentin e di Jason (mentre omessa è la quarta scritta da Faulkner in terza persona), The Sound and the Fury racconta la tragica storia della famiglia Compson con uno stile nervoso e elegante che però risulta solo la maniera un po' esangue di quello ruvido, tagliente e pulsante del precedente adattamento faulkneriano.

Pur avvalendosi dello stesso cast, The Sound and the Fury è un film troppo levigato e consapevole delle sue potenzialità estetiche (tanto nella regia quanto nella fotografia) da riuscire a cogliere, metabolizzare e ritrasmettere la scomoda potenza delle pagine di Faulkner, normalizzandone la narrazione e riducendo i suoi personaggi a bozzetti poco più che monodimensionali.

Di certo la parte più riuscita è quella costruita attorno a Quentin, e tanto il personaggio di Caddy (sorella dei tre protagonisti) quanto quello dei vari servitori neri di casa Compson (su tutti le mami Dilsey), spalmati da Franco lungo tutto il racconto, sono quelli meglio tratteggiati: ma il capitolo sull'handycappato Benjy, che Franco ha voluto interpretare in prima persona, è difficilmente salvabile; e solo poco meglio va con la parte dedicata all'arido e rabbioso Jason, che pure avrebbe potuto offrire molto allo spettatore.

Così, mancando di cogliere il cuore il sangue del romanzo, né riuscendo a trovare una chiave per la messa in scena che non sappia di compiaciuto, The Sound and the Fury sembra il film che, questa volta, dà ragione ai detrattori di Franco: a coloro che vedono in lui un delirio narcisista che ne soffoca le capacità altrove dimostrate sotto il cuscino di un ego troppo ingombrante.

The Sound and the Fury
Il trailer del film, versione originale - HD
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Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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