The Rover - la recensione da Cannes del thriller con Robert Pattinson e Guy Pearce

17 maggio 2014
3 di 5
25

Nel suo secondo film David Michod ci porta in un mondo post apocalittico.

The Rover - la recensione da Cannes del thriller con Robert Pattinson e Guy Pearce

L’outback australiano si presta bene a rappresentare un mondo post apocalittico. Lo ha dimostrato su tutti Mad Max, chiaro punto di riferimento di David Michôd per The Rover. Un deserto che sembra venire da un altro mondo, un mondo in cui sono passati dieci anni dal misterioso “collasso”, che ha reso quelle terre un nuovo far west senza legge e con scorribande continue di mercenari senza meta precisa.

Senza spiegare bene cosa sia accaduto il regista riesce a rappresentare uno stato di ansia generalizzata che avvolge tutto il film, rendendolo credibilmente contemporaneo più che futuristico. Lo sviluppo tecnologico e industriale è arrivato a un punto di non ritorno e sono le materie prime, come le miniere australiane, a rappresentare una nuova corsa all’oro da parte di persone di tutto il mondo. Un Klondike senza speranza e futuro, ma con rassegnata disperazione.

Il furto della macchina del protagonista, Guy Pearce, l’ultima cosa rimastagli, scatena la sua caccia febbrile ai tre responsabili. Lungo la strada incontrerà un ragazzo ferito, con problemi mentali, che diventerà un improbabile compagno di viaggio. Un ruolo per Robert Pattinson che ricorda, chissà se con la stessa funzione nella carriera, quello di Brad Pitt ne L’esercito delle dodici scimmie.

Il regno animale con i suoi istinti domina questi lunghi rettilinei desertici interrotti giusto da qualche baracca mezza diroccata o diner asiatici, senza monopolio legale della violenza. Tutti si portano appresso ferite non rimarginate, spesso in senso letterale, che raccontano di una sopravvivenza fatta di istinto, di nervi, in cui si muore per una scusa qualsiasi e ci si imbambola a guardare intontiti un orizzonte lontano e primordiale.

The Rover è un film on the road in cui la strada non porta da nessuna parte, in un circuito chiuso e privo di senso razionale così come le vite di chi la percorre. Secco e polveroso, lobotomizzato e rotto da improvvise rasoiate di violenza visiva e uditiva, il film non è particolarmente originale nella vicenda, ma ha una sua impronta stilistica sincopata che cattura, proponendo il solito eccellente Guy Pearce, ma anche un Robert Pattinson che questa volta convince anche per i risultati, oltre che per le intenzioni, nel suo lodevole sforzo di allontanarsi dall’immagine di icona teen.




  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento