The Painted Bird: recensione del violento dramma di Václav Marhoul in concorso al Festival di Venezia 2019

03 settembre 2019
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Un bambino si aggira per l'Europa dell'est alla fine della Seconda guerra mondiale subendo violenze di ogni tipo.

The Painted Bird: recensione del violento dramma di Václav Marhoul in concorso al Festival di Venezia 2019

Ci sono voluti molti anni al regista ceco Vaclav Marhoul per adattare sul grande schermo il romanzo di Jerzy Kosinski, L’uccello dipinto. Pubblicato nel 1965, presentato inizialmente come un memoir, poi come un romanzo, diventato nel frattempo un classico, creò notevoli dibattiti e polemiche da una parte l’altro della cortina di ferro. È infatti la storia di un bambino (ebreo o gitano?) che in una generica Europa dell’est, verso la fine della Seconda guerra mondiale, viene affidato alle cure di un’anziana donna, per risparmiagli le violenze da parte di quei nazisti e sovietici che stanno perseguitando i genitori. Girato in bianco e nero, con l’inconfondibile granulosità del 35mm, nel corso di anni, The Painted Bird è un viaggio nelle campagna selvagge e quasi primitive della zona più devastata durante la guerra, sia dal fronte che dallo sterminio di ebrei e minoranze, definita dalla recente storiografia come Bloodlands, schiacciata fra Hitler e Stalin. Il nome del bambino non lo conosciamo, se non alla fine, mentre ci vengono proposti una serie di momenti, di veri tableau in cui incontra delle persone, loro sì identificate con un nome che scandisce come titolo ogni capitolo, che diventano suoi alleati - molto pochi -, o si accaniscono contro di lui.

Il tono è chiaro fin dalla prima sequenza, in cui vediamo il bambino correre rincorso da coetanei che lo picchiano furiosamente, finendo per dare fuoco a un animaletto che portava in grembo con tanto amore. Primo segnale di una sequela di ripetute, insistite e francamente in molte occasioni gratuite esplosioni di violenza di ogni tipo. Marhoul parla di un’intenzione di evitare a tutti i costi il pathos, che definisce il suo peggior nemico, ma questa manifestazione di intenti sembra smentita da un uso del colpo al basso verso lo spettatore assolutamente emotiva. Francamente ci sembra risibile usare ancora come argomentazione, parlando di cinema, arte del verosimile, non del vero, che per rappresentare quei tempi così violenti e disumani bisogna ritrarli in maniera altrettanto violenta e disumana per permettere immedesimazione e dimostrare realismo. Basterebbe citare lo splendido Il figlio di Saul di Laszlo Nemes, che affronta ancora più direttamente lo sterminio e lo fa senza ricattare lo spettatore.

The Painted Bird è invece una sorta di visione periferica dell’Olocausto, si concentra sulla violenza dei testimoni laterali, della gente comune, più che su quella ufficiale, perpetrata dalle istituzioni in maniera sistematica. Salvo alcuni rari barlumi di umanità e qualche buon samaritano, gli incontri del bambino saranno segnati da soprusi di ogni genere, all'insegna dell’ignoranza e della superstizione. Per di più si trova sulla linea del fronte, e le prende di qua, dai nazisti, e di là, dai sovietici, in maniera praticamente equanime, con tanto di saccheggio e sterminio di un villaggio in cui si era rifugiato da parte dei cosacchi, alleati della Germania. 

Quasi tre ore sono necessarie alla conclusione del ciclo di prove da via crucis a cui è sottomesso questo bambino, vittima del peccato originale di vivere in mezzo al male. Si scorgono giusto piccoli raggi di una luce che dovrebbe confortare i suoi occhi assuefatti al dolore e alla disumanità e conservare, nella morale di questa storia, un po’ di ottimismo in noi spettatori. Il talento visivo di Vaclav Marhoul e qualche piccolo ruolo autorevole, però, da Harvey Keitel a Stellan Skarsgård, da Julian Sands a Barry Pepper, non bastano a superare la sensazione sgradevole di un film manipolatorio e incapace di sostenere l’enorme ambizione della sfida a cui si sottopone.

The Painted Bird
Trailer Ufficiale del Film - HD


  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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