The Last Son, la recensione: un western astratto, freddo e brutale dai toni biblici

24 novembre 2021
3.5 di 5

Tim Sutton, uno dei migliori registi realmente indipendenti in America, firma un western crudele e raggelato, con una storia che rimanda alla tragedia greca e alle parabole del Vecchio Testamento. Nel cast Sam Worthington, Thomas Jane, Heather Graham, Machine Gun Kelly. La recensione in anteprima di Federico Gironi

The Last Son, la recensione: un western astratto, freddo e brutale dai toni biblici

La macchina da presa inquadra il paesaggio brullo della Sierra Nevada. Vette innevate sullo sfondo. Mentre, in lontananza, un uomo attraversa l'inquadratura al galoppo, una voce fuori campo ci porta dentro la storia di The Last Son. La storia di Isaac LeMay, un uomo che, dopo essere stato protagonista del massacro degli indiani Cheyenne per conto del governo, è diventato uno spietato fuorilegge ("the Devil himself", viene definito), ora impegnato in una personalissima e crudelissima missione: uccidere i tanti figli che ha seminato lungo il suo cammino per evitare che si compia la profezia di un capo indiano: trovare la morte proprio per mano della sua progenie.
Poche parole per calarci dentro una storia che le atmosfere e gli ambienti del western più astratto, freddo e brutale, e la struttura e le risonanze filosofiche e morali della tragedia greca e delle storie più dure del Vecchio Testamento.

Il copione dell'esordiente Greg Johnson (entrato nella Black List) è asciutto e preciso nelle sue traiettorie narrative, e poco importa che l'esito della vicenda non sia poi troppo sorprendente. Anzi. La cosa aiuta meglio a godere delle sfumature e dell'intreccio dei rapporti.
Il duello a distanza, e infine ravvicinatissimo, è tra Isaac (Sam Worthington) e Cal (Colson Baker, aka Machine Gun Kelly), il figlio che più gli assomiglia, spietato omicida e criminale come lui, nonché protagonista di un rapporto morboso con una madre Anna, (Heather Graham), una prostituta che desidera carnalmente. Ma c'è anche il misterioso Solomon (Thomas Jane), militare dell'Unione, anche lui legato alla madre di Cal e sulle tracce di Isaac. E poi una figlia graziata da Isaac, Megan (Emily Marie Palmer).
Isaac, Cal, Solomon. Tre vertici attorno ai quali si condensano i personaggi e e polarità della storia. E Megan, che attraversa gli spazi tra loro da silenziosa osservatrice.

Sono però la mano e lo sguardo di Tim Sutton a contribuire in maniera determinante a donare a The Last Son il suo carattere e le sue atmosfere. Sutton, regista che si muove negli ambienti più puramente indipendenti del cinema statunitense, che in Italia è stato fatto conoscere dal Torino Film Festival con film come il teen movie Pavillion (racconto etereo di un'estate suburbana vissuta da un gruppo di amici adolescenti) o il più recente Funny Face (curioso thriller su una coppia di emarginati a modo loro in lotta contro la gentrificazione di New York), ma che è stato anche distribuito col quel Dark Knight che rifletteva a modo suo sull'agghiacciante fenomeno delle stragi con armi da fuoco causate da adolescenti americani.
Sutton è fautore di un cinema fatto di una cura formale che non è mai estetizzante né manieristica, ma al contrario basato su un raffinato gusto fotografico capace di creare atmosfere che riflettono le psicologie dei personaggi, e di spazi e tempi narrativi distesi, grazie ai quali si sedimentano gli accadimenti e di ci si prepara a momenti rivelatori (che qui sono esplosioni di brutale violenza).
Il suo west, il west di The Last Son, è perfettamente in linea con le tematiche classico-bibliche della trama, fatto di una ruvidità scarna e mai insistita, di atmosfere tese e protagonisti aridi, di gelo climatico e passioni che scaldano e bruciano sotto l'apparente e fredda placidità della neve, o di un distacco che è quello - paradossalmente - dai sentimenti umani.

Non ci sono metafore, non ci sono simbolismi, quello che si vede sullo schermo è tutto quello che The Last Son è.
Un film costruito attorno attorno al volto segnato di Isaac, alla bellezza addolorata di Anna, al diabolico e candido volto di Cal, alle pellicce e alle pistole, agli indiani e ai fuorilegge, alla terra e al sangue, ai boschi innevati e ai saloon illuminati fiocamente dalle lanterne. Una parabola tragica sulla spirale della violenza, su una ferita sanguinosamente aperta alla possibiltà della rottura e dell'evasione: di una nuova vita, che è tutta al femminile. 

The Last Son
Il Trailer Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento