Sorry We Missed You Recensione

Titolo originale: Sorry We Missed You

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Sorry We Missed You: la recensione del nuovo film di Ken Loach in concorso al Festival di Cannes 2019

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Sorry We Missed You: la recensione del nuovo film di Ken Loach in concorso al Festival di Cannes 2019

Quello in cui viviamo è un mondo segnato da profonde diseguaglianze, e da un sistema economico spesso impazzito, che nei casi più estremi non ha più alcun riguardo per i lavoratori e la loro umanità, nel nome dell’efficienza e del profitto. Lo sappiamo tutti, ci piaccia o meno. E a Ken Loach va dato atto di non averlo certo scoperto oggi, ma di aver dedicato una vita intera di cinema a certe problematiche.

Questa volta Ken il Rosso ci porta a Newcastle, dove vivono i Turner: lui, Ricky, si è messo “in proprio” (si fa per dire) al servizio di una società di corrieri, di quelli che ci consegnano i nostri ordini su Amazon, e dove o lavori e rispetti orari e consegne a ritmi disumani, o sei perduto; lei, Abby, fa l’infermiera a domicilio per anziani soli e infermi, con molta umanità, invece. E poi ci sono due figli, un liceale che ama i graffiti e assai meno la scuola, e una undicenne che ha dovuto imparare a cavarsela da sola, perché mamma e papà sono sempre al lavoro fino a tardi.

Questa volta, con Sorry We Missed You (che poi è la formula stampigliata sugli avvisi di consegna dei pacchi, quando il destinatario non è in casa), Loach non racconta solo il progressivo esaurimento fisico e mentale di due lavoratori, ma anche l’impatto di tutto questo sulla loro vita familiare, e le reazioni che nascono nei figli.
Perché i Turner sono una bellissima famiglia, e in casa loro regna l’amore, ma quando le cose si fanno troppo difficili, le corde si spezzano, e gli equilibri crollano.

Loach e Laverty (suo storico sceneggiatore) tratteggiano molto bene la vita e le dinamiche familiari dei Turner, e questo aspetto cattura e crea un legame forte coi personaggi; anche grazie a un cast notevolissimo per bravura. E anche nella descrizione del lavoro di Ricky e Abby, e nell’uso delle parentesi più leggere, il film azzecca molti toni e misure, senza eccedere.
Il problema di Sorry We Missed You, e di tutto il cinema recente dell’inglese, è però ancora una volta quello dell’inesorabile emergere di una meccanicità e di una programmaticità che sono figlie dell’ossessione ideologica: magari anche giusta - o perlomeno comprensibile - sotto il profilo della politica, e dell’etica; forse meno per quanto riguarda il cinema.

A Sorry We Missed You credi e ti affezioni più di quanto non sia accaduto con altri film, su tutti il precedente Io, Daniel Blake.
Ma proprio per questo motivo ti fa ancora più rabbia quando Loach, come un trottatore che rompe l’andatura, a un certo punto esagera, carica troppo i toni (emotivi e politici), accumula troppe sventure tutte assieme per i poveri Turner, creando una distanza dentro la quale finisce per perdersi un po’ del potenziale del suo film, che finisce inevitabilmente col diventare "il solito film di Loach".
Un po’ troppo per non farti pensare che è davvero un peccato le cose siano andate così.

Sorry We Missed You
Clip Ufficiale del Film - HD
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Federico Gironi
  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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