Shark - Il primo squalo Recensione

Titolo originale: The Meg

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Shark - Il primo squalo: la recensione del film con Jason Statham e il Megalodonte

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Shark - Il primo squalo: la recensione del film con Jason Statham e il Megalodonte

La figura del megalodonte, lo squalo preistorico tre volte più grande del suo parente più stretto, il grande squalo bianco (gli scienziati parlano di una lunghezza di 18 metri e di un'apertura mascellare di oltre 2), affascina l'uomo fin da quando ne è stata scoperta l'esistenza, dando vita a fantasie di criptozoologi e avvistamenti improbabili più di quelli del mostro di Loch Ness, falsi acclarati e spettacolari documentari, che hanno più o meno la stessa attendibilità di quelli sui cacciatori di fantasmi che infestano le televisioni americane e dove l'unica cosa evidente è l'assenza del fenomeno che dovrebbero testimoniare. Al cinema, questa temibile e mostruosa creatura è già arrivata nel 2009 grazie alla Asylum, produttrice di ineguagliabili, ipnotiche e divertenti scemenze no-budget, in Mega Shark vs Giant Octopus. Eppure già dal 1997 un romanzo molto apprezzato – e, a detta di chi l'ha letto, molto cinematografico – "Meg", di Steve Alten, aspettava di essere portato sul grande schermo.

Dopo vent'anni di tentativi e il coinvolgimento passeggero di molti registi, tra cui Eli Roth, finalmente Jon Turteltaub - onesto artigiano con qualche moderato successo alle spalle, che da sei anni non faceva un film - è riuscito nell'impresa, in una produzione coadiuvata dalla presenza di capitali cinesi, di una star mondiale dell'action come il britannico Jason Statham e della popolare attrice cinese Bingbing Li. Anche se tecnicamente non si tratta di una vera e propria coproduzione, la presenza nel cast di molti attori cinesi nonché l'ambientazione, dichiarano apertamente l'ambizione di sfondare sul mercato asiatico, su cui puntano sempre più spesso i blockbuster americani per recuperare i costi (150 milioni di dollari in questo caso). Che cos'è dunque questo The Meg, in Italia rititolato Shark – Il primo squalo?

E' un film moderatamente divertente, che non rinuncia a nessuno dei luoghi comuni del genere, proponendosi immediatamente come film per famiglie. Lo stesso Turteltaub si è rammaricato per il taglio delle sequenze più sanguinose e creative, che sarebbe stato logico aspettarsi in una storia che ha per protagonista un gigantesco bestione carnivoro. Seguendo l'esempio dei film della serie di Jurassic World, si limitano dunque al minimo gli spargimenti di sangue (che è sempre animale, mai umano), con relative scene di mutilazione, e si ipotizza una qualche forma di intelligenza nel mostro. A completare il quadro ci sono una bambina, un'ex moglie ritrovata per caso, la nascita di un nuovo amore interrazziale, un (super)eroe incompreso che deve superare il senso di colpa per ritrovare se stesso, qualche dialogo già sentito e l'immancabile comic relief: tutti gli ingredienti, insomma, di un solido action movie per tutti. Il resto lo fa la proverbiale sospensione dell'incredulità da parte dello spettatore, abituato a farne uso in dosi massicce in questo tipo di film, in cui gli elementi illogici e impossibili superano di gran lunga quelli realistici.

Peccato che, nonostante la presenza di un mostro inedito e ben fatto (che forse si vede fin troppo), Shark – il primo squalo paghi lo scotto di essere in realtà l'ultimo di una lunga serie. E' vero che il megalodonte ha dalla sua una stazza e una mandibola terrificanti, che si prestano a scene che in altri film sarebbero sembrate esagerate e dunque comiche, ma c'è poco da fare: alcune sequenze ricordano - forse più inevitabilmente che volutamente) - il corpo a corpo di Achab con Moby Dick, Lo squalo e Piranha (tutta la bella parte finale, condita da un umorismo grottesco che mal si concilia col tono della storia fino a quel momento) e a un certo punto, quando compaiono gli elicotteri,  quasi ci aspettiamo che la creatura balzi fuori dall'acqua, per poi ricordarci che non siamo in un film dell'Asylum.

In questo senso, forse, meglio non aver visto troppi film sugli squali e sui mostri marini per essere sicuri di divertirsi. Jason Statham si conferma un concentrato di testosterone (mai come nel cinema di questi anni i pelati muscolosi hanno conosciuto tanto successo), perfettamente a suo agio nelle scene d'azione e in quelle subacquee, un po' più impacciato quando deve mostrare il suo lato tenero. Gli altri attori ci credono il giusto e ognuno fa la sua parte. Dispiace semmai dover vedere un ottimo caratterista come Rainn Wilson – che in Star Trek Discovery ci ha regalato un superbo Harry Mudd – relegato nel classico ruolo del miliardario eccentrico e irresponsabile, che non lascia molto spazio al suo talento. Il finale, se non altro, non lascia intravedere un sequel dietro l'angolo, come se i realizzatori, arrivati esausti alla fine, si fossero resi conto che da una storia del genere non si poteva pretendere di più. Ma su questo Hollywood potrebbe smentirci ancora una volta: se il registratore di cassa suonerà a festa, morto un megalodonte, si farà presto a farne un altro.

Shark - Il primo squalo
Il Primo Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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