Salt - la recensione dell'action movie con Angelina Jolie

25 ottobre 2010

Sulla scia del miglior cinema action degli ultimi anni, quello di Paul Greengrass e Matt Damon, Salt costruisce una spy story ottimamente ritmata e divertente da seguire. Tra inseguimenti, combattimenti scatenati e colpi di scena propri del genere, il film di Phillip Noyce si dipana per un’ora e mezzo di intrattenimento ben confezionat...

Salt - la recensione dell'action movie con Angelina Jolie

Salt - la recensione

Anche se l’ultimo Green Zone non può essere annoverato tra i successi della coppia formata dal regista Paul Greengrass e l’attore Matt Damon, tuttavia la trilogia che questo film chiude, insieme a The Bourne Supremacy e The Bourne Ultimatum, ha formato un qualcosa la cui idea di messa in scena appare aver influenzato il cinema americano di genere. Lo dimostra questo Salt, prodotto di consumo senza dubbio meno prezioso delle opere appena citate ma che ne riprende con astuzia ed una certa coerenza le principali indicazioni estetiche: ritmo della narrazione ferratissimo, macchina da presa molto spesso adoperata a spalla, comunque sempre incollata ai volti ed ai copri dei personaggi, uso parsimonioso ma non povero di effetti speciali contenuto in favore dell’azione più realistica, fatta di stuntmen e sonore scazzottate.

Phillip Noyce, mestierante dotato di una sua professionalità – suoi prodotti di discreto intrattenimento come Giochi di potere, Sotto il segno del pericolo – dimostra ancora una volta la sua famigliarità con l’action e dirige per la seconda volta dopo Il collezionista di ossa Angelina Jolie, agente della CIA che viene accusata di doppio gioco e di essere una spia russa infiltrata allo scopo di assassinare il presidente dell’ex Unione Sovietica e gettare nel caos gli ancora delicati equilibri internazionali. Poche lungaggini, trama ben definita, narrazione alterna senza soluzione di continuità storia ed azione, Salt garantisce intrattenimento degnamente confezionato,  spettacolo mai gratuito, a parte qualche perdonabile concessione all’utilizzo alla CGI. Una volta tanto il merito della stringatezza del lungometraggio va anche accreditato alla funzionalità della sceneggiatura scritta da Kurt Wimmer, che dopo il brillantissimo esordio di Equilibrium si era perso in script e regie decisamente dimenticabili quando non funeste – vedi suo ultimo testo, Giustizia privata di F. Gary Gray.

Protagonista assoluta e come sempre seducente di Salt è una Angelina Jolie ben calata in un ruolo tanto stilizzato quanto roccioso. Dopo il mirabolante Wanted l’attrice conferma di saper ormai gestire con carisma questo tipo di personaggi, che non richiedono una gigantesca prova recitativa quanto piuttosto atletismo e presenza scenica. Angelina si trova evidentemente a suo agio nei panni di Evelyn Salt come in quelli decisamente più sexy della precedente Fox, e dimostra di potersi definitivamente rilanciare come star dell’action. Accanto a lei il solito, convincente Liev Schreiber, attore che si sta ritagliando parti sempre più caratterizzate ed efficaci.

A dimostrare la spendibilità economica di questo tipo di produzioni il buon successo economico fino a dora ottenuta da Salt in tutto il mondo – 118 milioni di dollari guadagnati in America, quasi 300 a livello internazionale. Questo film tutto sommato merita il consenso ottenuto presso il pubblico, in quanto gli fornisce cinema che intrattiene senza stordire, annichilire le capacità intellettiva dello spettatore, come ormai tende a fare da tempo troppo cinema mainstream hollywoodiano.      
 

Salt
Il nuovo trailer del film con Angelina Jolie


  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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