Respect - la recensione del biopic su Aretha Franklyn

28 settembre 2021
3 di 5

Voce e personalità leggendaria, Aretha Franklyn trova un'adeguata rappresentazione nel talento di Jennifer Hudson, meno in un classico film biografico che manca un po' di ritmo. La recensione di Daniela Catelli.

Respect - la recensione del biopic su Aretha Franklyn

Sono tante le straordinarie voci nere femminili passate alla storia della musica: Nina Simone, Dinah Washington, Mahalia Jackson, Ella Fitzgerald, Lena Horne, Diana Ross e così via... ma c'è n'è una ancora più leggendaria, ed è quella di Aretha Franklin, cantante, compositrice e pianista scomparsa tre anni fa, la regina del soul per antonomasia, dove in questo caso, oltre al genere musicale (uno dei tanti da lei praticato) la parola significa proprio l'anima, che ha messo in tutto quello che ha fatto, dalle canzoni all'impegno politico. È stata proprio “miss Franklin”, prima di andarsene per sempre, a scegliere Jennifer Hudson come interprete del film biografico a lei dedicato, Respect. Una scelta illuminata che è una consacrazione per la cantante e attrice che potrebbe guadagnarsi un secondo Oscar per questa performance, visto che la candidatura pare certa. A dirigere il film è stata chiamata Liesl Tommy, regista teatrale sudafricana nera, cresciuta in pieno apartheid, al suo debutto cinematografico.

Si sente che nel film, un classico, tradizionale biopic che prende in esame solo i primi 30 anni di vita di Aretha Franklin, c'è molta passione e sincerità, ma si avverte anche la difficoltà di comprimere o raccontare con un ritmo contenuto una personalità larger than life. Bellissima la ricostruzione d'ambiente (scenografie, trucco, costumi) che copre due decenni, dall'infanzia privilegiata della figlia del reverendo C. L. Franklin (un ottimo Forest Whitaker), un pastore battista soprannominato “l'uomo con la voce da un milione di dollari”, che era una vera e propria star a sua volta, personaggio controverso nel privato ma popolarissimo, al punto da essere il mentore del giovane Martin Luther King. La piccola Ree fa le sue prime esperienze di cantante in chiesa e in casa dove intrattiene gli ospiti serali del padre, che comprendono amici di famiglia che sono o diverranno personaggi illustri della musica nera, da Sam Cooke a Ray Charles, Dinah Washington e Marvin Gaye, ma anche l'uomo che la violenterà rendendola madre a 12 e a 14 anni, e sulla cui identità solo di recente si è alzato un velo.

Presto orfana dell'amata madre, Aretha cresce in una famiglia dominata dal padre, che le fa da manager, ma anche con le sorelle e la nonna che si prende cura dei suoi figli, e sono proprio le donne la parte importante della sua vita, trascorsa alla ricerca dell'indipendenza dopo l'infelice matrimonio con Ted White, un uomo violento e dominatore, che pretende di gestire ogni sua scelta (un Marlon Wayans mai così bravo). Poi la crisi, l'alcolismo, i demoni interiori che la fanno sentire inadeguata e non all'altezza delle sue ambizioni, il successo internazionale, la scoperta della propria voce più autentica e il ritorno là da dove tutto è partito, alla Chiesa e al gospel. Il film termina con la registrazione dell'album del 1970 Amazing Grace e del concerto filmato da Sydney Pollack uscito proprio quest'anno.

Nel mezzo ci sono le canzoni, meravigliose, da Respect a You Make Me Feel like a Natural Woman a Think (la ricorderete nei Blues Brothers) e moltissime altre, a volte scritte da lei o dalla sorella, altre volte rese sue per sempre dalla capacità di interpretarle. 2 ore e 20 non sono abbastanza per approfondire tutto, anche se si cerca di dare spazio anche all'altra grande caratteristica di questa incredibile donna, ovvero il suo attivismo per i diritti civili. L'Aretha anziana, che inaugura la presidenza di Obama, ingrassata e impellicciata, la vediamo e ascoltiamo sui titoli di coda e restiamo mesmerizzati da tanta forza, intensità, potenza, anima. Respect non è una biografia indimenticabile come il suo soggetto, ma un omaggio dovuto a una vera Regina. Che, se non altro, non appena usciti dal cinema fa venire voglia di andarsi a riascoltare tutta la sua discografia.



  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento