Red Amnesia - la recensione dal Festival di Venezia del film di Wang Xiaoshuai

04 settembre 2014
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Tra thriller e melò, un film affascinante e stratificato, che parla del peso del passato (e del futuro) nella Cina di oggi.

Red Amnesia - la recensione dal Festival di Venezia  del film di Wang Xiaoshuai

Qual è il prezzo che è stato pagato, e da chi, perché la Cina di oggi sia stata messa in grado di affrontare un processo di modernizzazione che - tutt'altro che facile, conciliato e concluso - ha comunque trasformato il volto della società e le possibilità e le libertà dei singoli? Sembrerebbe questa la domanda che sottende a Red Amnesia, che lo pervade ma che non lo schiaccia, lasciandolo libero di essere un film affascinante e stratificato, costantemente sospeso tra melò e thriller, ricco di spunti e sottotesti ma mai dispersivo.

Raccontando il disagio e l'inquietudine di un'anziana donna di Pechino per le misteriose telefonate anonime che ha preso a ricevere, e per l'impressione che ha di essere sempre seguita, Wang Xiaoshuai racconta anche il suo rapporto con i figli: (l'uno sposato con una donna non facile e con bambino, l'altro gay che non ha mai direttamente detto alla madre di esserlo.
Un rapporto che non solo è delicatamente tratteggiato, a comporre un melodramma familiare caldo e avvolgente, ma che è in grado di raccontare le mutazioni delle relazioni e delle responsabilità familiari tra la Cina di oggi e quello di ieri.

La protagonista, interpretata da una magnifica Lu Zhong, non si dà pace del fatto che non solo i figli non si curino di lei come lei si cura della madre in ospizio, ma che vivano come intrusioni i suoi costanti e un po' invadenti tentativi di essere loro utile. E che allora il mistero legato al suo stalker diventi nella sua mente (e forse non solo) legato ai fantasmi di un passato che la tormentano, e che hanno origine in quel lei ha fatto proprio per i suoi figli, rende coerente il grande disegno di Red Amnesia.

Quello di Wang, ancora una volta, è un film che riflette con lucidità e amarezza sulla condizione della Cina contemporanea e dei suoi abitanti, che mostra un mondo ancora in mezzo a un guado, sospeso tra la nostalgia di un passato duro ma a suo modo più rassicurante, e la pulsione verso un futuro ancora nebuloso e incerto. Un film che racconta cosa e chi si è dovuto sacrificare per andare verso quel futuro, e di come molti, troppi conti con quel passato siano ancora aperti.

Wang gestisce la ricchezza del suo materiale con grande equilibrio, riuscendo a dire molto con poco, non cadendo mai nel didascalico né negli eccessi di tono. Elegante senza manierismi o stucchevolezze, Red Amnesia tiene alta la tensione senza dimenticare l'importanza dello spessore emotivo: che viene prima di tutto dall'umanità dirompente della protagonista, dalla sua dignitosa e testarda ostinazione etica e morale, ma anche dal mondo e dai personaggi che la circondano, capaci di generare con lei e attraverso di lei un'energia cinematografica e narrativa che travolge lentemente e affascina inesorabilmente.





  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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