Prey: la recensione del nuovo film della saga di Predator in streaming su Disney+

04 agosto 2022
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I tempi cambiano: a combattere i Predator non c'è più uno Schwarzenegger all'apice della forma fisica e con addestramento militare d'élite, ma una ragazzina indiana che la tribù (patriarcale) non vuole prendere sul serio. Molte lungaggini di troppo, ma quando si arriva al sodo, ci si diverte. Recensione di Federico Gironi.

Prey: la recensione del nuovo film della saga di Predator in streaming su Disney+

Le cose cambiano. Nel 1987, quando tutto ha avuto inizio, col film di quel grande regista che è stato John McTiernan, per far fuori un Predator serviva un Arnold Schwarzenegger all’apice della sua condizione fisica, e con un addestramento militare d’élite.
Oggi ci riesce pure una ragazzina indiana che a occhio peserà sì e no 50 chili, e che sogna sì di diventare un’impavida guerriera, avendone le potenzialità, ma che viene regolarmente derisa e/o messa da parte per questo dai maschi della sua tribù: perché il patriarcato non conosce barriere culturali.
Una vena di rivendicazione femminile e femminista la si era ritrovata anche nel The Predator di Shane Black di qualche anno fa, ma qui, in Prey, altro che vena: un giacimento. Altro che giacimento: sediamo sul deposito di Paperone del cinema “al passo coi tempi”, quello fa il paio coi libri sulle principesse ribelli, e che in casa Disney han capito essere un capitale su cui investire già da diversi anni e molti film.

Poi, siccome questi tempi con i quali bisogna essere giustamente al passo non sono nemmeno quelli che verranno ricordati per un pensiero acuto e brillante, per quasi quaranta minuti (su un’ora e trentanove totale di film, che diventa un’ora e trenta senza i titoli di coda), Dan Trachtenberg (che era quello di 10 Cloverfield Lane) insiste nello spiegare per bene, con ripetuti esempi, quel che era chiaro fin dalle premesse: ovvero che la sua protagonista, la povera Naru interpretata da Amber Midthunder (brava, faccia giusta, giusto carisma), è una ragazzina impavida e agguerrita che sogna di diventare una guerriera, ma che viene regolarmente derisa e/o messa da parte per questo dai maschi della sua tribù: perché il patriarcato non conosce barriere culturali.
Spiega anche, Trachtenberg, e con lui lo sceneggiatore Patrick Aison, che laddove Naru non arriva coi muscoli o l’abilità, ci arriva con l’intelligenza, che si rivelerà fondamentale per sconfiggere il Predator che è sbarcato lì e allora: nelle terre dei Comanche, nella parte settentrionale delle Grandi Pianure americane all’inizio del Settecento.

Il Settecento. Già perché Prey (e, già che ci siamo, è bene sottolineare come anche il ribaltamento nel titolo sia un’indicazione dei tempi che cambiano) è in fin dei conti un prequel.
Col senno di poi, ci si potrebbe domandare che cosa dopo siano tornati a a fare i Predator sulla Terra, se alla loro prima visita son stati sconfitti da una ragazzina, ma il discorso si complicherebbe inutilmente.
Dopo quei primi quaranta minuti di reiterati spiegoni, Prey entra finalmente nel vivo, inizia a mettere Naru e il Predator a confronto, e diventa via via più esplicito nella rappresentazione di sbudellamenti, scuoiamenti e decapitazioni, precedute perfino da una lotta tra il Predator e un arrabiatissimo orso Grizzly.
Ci si diverte, insomma, se si è appassionati del genere
: anche perché, vuoi per il numero ridotto di personaggi, vuoi per precisa scelta narrativa, qui si ritorna vagamente all'essenzialità minimalista del film dell'87.

Il genere che conta, però, qui, non è l’action, o l’horror, o qualsiasi altro, ma è quello femminile.
Così come a contare è l’ossessione del film di rispettare le istanze politiche woke dell’oggi, con un cast formato in larga maggioranza da veri nativi americani, da Midthunder in giù, e una storia dove peggio del Predator sono i coloni francesi che a un certo punto appaiono a complicare le vicende, perché maschio bianco patriarcale è comunque necessariamente peggio di predatore alieno, per quanto sanguinario.
E i tempi sono maturi affinché una ragazzina indiana possa coronare i suoi sogni e, tornata a casa sporca di verde sangue alieno, diventare il capo di guerra della sua tribù.

Prey
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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