Precious - la recensione del film di Lee Daniels

24 novembre 2010
3.5 di 5
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Qual è il limite di disgrazie che una persona può vivere in una vita lunga solo 16 anni? Quale quello che noi spettatori possiamo accettare di vedere in un film? Questi interrogativi non possono non frullare nella testa mentre si vede Precious di Lee Daniels.

Precious - la recensione del film di Lee Daniels

Precious - la recensione

Qual è il limite di disgrazie che una persona può vivere in una vita lunga solo 16 anni? Quale quello che noi spettatori possiamo accettare di vedere in un film? Questi interrogativi non possono non frullare nella testa mentre si vede Precious di Lee Daniels. Un vero e proprio caso dell’ultimo anno, un piccolissimo e tragico film che ha ottenuto ottimi incassi e soprattutto una valanga di premi in giro per il mondo.

Difficile non pensare che l’America non abbia espiato anche un po’ il suo peccato originale nell’innamorarsi di questa storia di una ragazza afroamericana che nel 1987 ad Harlem vive con la madre in uno squallido appartamento una vita terribile; è incinta del secondo figlio, frutto di uno dei vari stupri incestuosi del padre, è obesa e presa in giro da tutti. Una vita già segnata dalla tragedia e dall’impossibilità di uscire da un circolo vizioso fatto di povertà e disperazione. L’America sta vivendo gli ultimi mesi della presidenza Reagan e il boom che a Wall Street porta alla gloria economica e sociale Gordon Gekko 100 isolati più a nord ci racconta una storia ben diversa. La Precious del titolo non parla mai, si rifugia in un suo mondo di fantasia in cui trionfano i colori e il glamour e in cui lei è una stella del cinema. Ma nella realtà quando a scuola scoprono che è incinta per la seconda volta del padre viene mandata via e si ritrova in una scuola di recupero. Quasi illetterata cercherà di alfabetizzarsi, ma soprattutto di aprisi ad un microcosmo nuovo, con la voglia di trovare il proprio ruolo, lottando contro tutto e tutti, ma cercando di vedersi bella, di diminuire la distanza con la Precious dei suoi sogni.

È difficile pensare ad un film più straziante, forse talvolta la sequela ininterrotta di drammi assoluti, inaccettabili, che si trova a vivere è proprio uno dei limiti di un film che è un’esperienza, dolorosa, ma emozionante. Come  non essere conquistati da questa adolescente che sembra una donna, da una Gabourey Sidibe che ha un’adesione sorprendente al corpo prima che al personaggio (che per fortuna non appartiene alla sua biografia personale. Nota di merito per lei e per il regista). Impossibile poi immaginarsi questa storia senza la sbalorditiva Mo'Nique (premiata con un sacrosanto Oscar), comica americana qui nell’inedito ruolo della madre di Precious che rende con una perfidia e una violenza mista a disperazione e fragilità che ci portiamo dietro per giorni. La scena della madre che si confronta con la figlia sulle scale di casa è uno dei momenti più significativi del cinema americano di questa stagione. Solo come nota di curiosità segnaliamo un paio di ruoli di contorno per due amici del regista, ma anche star della musica, come Lenny Kravitz e Mariah Carey.  

Se il trionfo di critica è forse un po’ esagerato Precious rimane un buon film che le due protagoniste rendono qualcosa di più.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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