Poker Generation - la nostra recensione

12 aprile 2012
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Da Regalo di Natale a Tris di donne e abiti nuziali, di film sul poker in Italia ce ne sono stati diversi. Alla lista ora possiamo aggiungere Poker Generation, pellicola indipendente dell’esordiente Gianluca Mingotto dedicata al Texas Hold'em



Da Regalo di Natale a Tris di donne e abiti nuziali, di film sul poker in Italia ce ne sono stati diversi. Alla lista ora possiamo aggiungere Poker Generation, pellicola indipendente dell’esordiente Gianluca Mingotto dedicata al Texas Hold'em, il cosiddetto poker sportivo, gioco di carte americano che conta migliaia di appassionati anche in Italia.

Nato dall’esigenza di esorcizzare il luogo comune del poker illegale e raccontarlo dal punto di vista di chi ne è appassionato, il film è stato accusato di incentivare il gioco d’azzardo ancora prima di uscire in sala. Prevedibile, visto che tra i co-produttori c’è Fabrizio Crimi, imprenditore con il marchio Betpro.it specializzato proprio nel gaming on-line, che ha tutti i vantaggi nel presentare il Texas Holdem, attraverso un film, come una “disciplina sportiva” e un’occasione “per guadagnare in maniera legale al pari di un tennista o calciatore”.

Ispirato a una storia vera, il film segue le vicende di due fratelli siciliani (Piero Cardano e Andrea Montovoli) pronti a sfidare i campioni del tavolo verde per risolvere i problemi economici della propria famiglia e per ritrovare se stessi. Genitori sul grande schermo dei due protagonisti sono Francesco Pannofino, nel film icona dell’uomo fallito, e la napoletana Lina Sastri. Oltre a Eros Galbiati, Claudio Castrogiovanni, Emanuela Rossi e alcuni campioni di poker nella parte di se stessi, nel cast troviamo anche due promettenti attrici esordienti: Emanuela Postacchini e Francesca Fioretti. Quest’ultima nota agli appassionati del poker per il suo ingresso nel team Sisal e ai più come ex concorrente del Grande Fratello, si è calata con grazia e naturalezza nei panni di una giovane ragazza madre. Anche Postacchini, sbarcata al cinema dopo un calendario per “Maxim”, una partecipazione a Miss Italia (nel 2005) e molte campagne pubblicitarie, ha reso credibile il suo personaggio, una spregiudicata ragazza della Milano bene invischiata nelle vicende dei due protagonisti.

Un buon cast, una soggetto che affascina il cinema (soprattutto quello hollywoodiano) e un budget di 20 milioni di euro: i presupposti per un’ottima opera prima di genere ci sarebbero stati tutti.

Purtroppo, nel riproporre la classica lettura del gioco come metafora della vita, il regista padovano non fa che cavalcare buoni sentimenti e facile retorica con una sceneggiatura un po’ stiracchiata. Sarà che venendo dal mondo degli spot pubblicitari e della moda, Mingotto tende a calcare la mano su una tecnica da videoclip, talvolta invadente, togliendo così spessore allo stato d’animo dei personaggi e bombardando lo spettatore con facili effetti in pieno stile americano. Anche il momento culminante del film, la grande sfida tra i finalisti durante l’evento internazionale “Malta Poker Dream” articolato su una serie di campi/controcampi dei competitori, non costituisce davvero il massimo dell’eccitazione per il profano delle carte.
Chi le manovra, invece, si divertirà; e magari potrà prendersi il gusto di riconoscere alcuni campioni di poker nella parte di se stessi.
Fermo restando che la scena realizzata da Pupi Avati in Regalo di Natale e che vede protagonisti Diego Abatantuono, Carlo Delle Piane ed Alessandro Haber dovrebbe essere un vero e proprio cult da mostrare a tutti gli appassionati di poker.



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