Passioni e desideri - la recensione del film di Fernando Meirelles

18 giugno 2013
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Il regista brasiliano dirige con l’abituale finezza un film collettivo sul coraggio di scegliere per se stessi

Passioni e desideri - la recensione del film di Fernando Meirelles

Quel collage o affresco, come solitamente è chiamato un film con una dozzina di personaggi per una dozzina di storie, esige una capacità di sintesi e di armonia generale diverse dal solito. Se il copione di partenza è equilibrato nell’intreccio delle storie con i personaggi che si sfiorano a volte determinandosi i destini a vicenda, a volte no, il compito del regista è quello di trovare un linguaggio che mantenga intatto l’equilibrio. Peter Morgan è l’autore dell’ottima sceneggiatura di Passioni e desideri, cosa che a posteriori non suscita troppo stupore se si guarda il suo curriculum. Fernando Meirelles ne è il regista ed è grazie alla sensibilità umana e artistica che possiede che è riuscito a misurare egregiamente il suo intervento di traduzione in immagini. Non solo, il film può vantare anche una certa personalità registica per la fluidità con cui le singole storie confluiscono l’una nell’altra eludendo così l’intermittenza dell’effetto capitolo aperto/capitolo chiuso.

Con gli studi di architettura che ha alle spalle, Meirelles dimostra di non aver perso la delicatezza con cui tratta le immagini, sebbene il suo cinema punti tutto sull’umanità e la psicologia dei personaggi. In passioni e desideri il tema comune di tutto l’ipnotico arco narrativo è il coraggio. Il coraggio compiere una scelta per soddisfare, come dice il titolo italiano, passioni e desideri. Quel momento eroico in cui si finalmente si spezza una routine e si qualcosa per se stessi, senza dover dimostrare nulla agli altri, alla fine arriva. Può essere improvviso o preparato, può portare a qualcosa di buono oppure no. Il film non indaga oltre, si ferma quando i personaggi decidono un cambio di rotta. Dalla moglie che tronca con l’amante, alla ragazza tradita che fugge su un aereo, allo scagnozzo di un boss a cui bastano dieci minuti per cambiar vita.

L’altro valore del film è la multiculturalità. Ambientato in diverse città tra le quali Vienna, Parigi e Londra, Passioni e desideri abbatte le diversità culturali rimarcando quanto la globalità del ventunesimo secolo sia interconnessa. E lo fa lasciando recitare gli attori nella propria lingua, contandone alla fine sette diverse tra loro. Un valore perso in fase di doppiaggio, dove l’inevitabile scelta è stata quella di far è parlare tutti in italiano, ma recuperabile in DVD.






  • Giornalista cinematografico
  • Copywriter e autore di format TV/Web
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