Passion - la recensione del film di Brian De Palma

07 settembre 2012
2 di 5

Dopo anni di assenza, il regista americano torna dietro la macchina da presa con un film che pare la pessima copia dei suoi lavori migliori degli anni Ottanta



Dentro Passion le ossessioni preferite di Brian De Palma ci son tutte. C’è la retorica del doppio, c’è l’hitchcockianesimo, c’è l’architettura della menzogna. C’è una sensualità algida e malata, ci sono i ribaltamenti e i colpi di scena: non manca nemmeno lo split screen.
Non v’è dubbio, quindi, che il lavoro effettuato dal regista sul materiale di partenza (il copione del Crime d’Amour di Alain Corneau) sia stato improntato ad un’assimilazione autoriale prevedibile e, ancor prima, auspicabile. Nelle mani di De Palma, il film del francese si trasforma in qualcosa di completamente diverso e che riecheggia in maniera chiara e inconfutabile celebri titoli degli anni Ottanta depalmiani come Vestito per uccidere, Omicidio a luci rosse e, perfino, Doppia personalità.

È un altro Femme Fatale, allora, questo Passion?
Purtroppo no. Lontano dalla vette di quel sottovalutato capolavoro, questo film sembra una pessima copia di un film di De Palma realizzato da uno shooter di media caratura.
Tutto calato nelle architetture turgide, algide e futuribili della Berlino contemporanea, Passion non ne eredita un pizzico del fascino ma ne ricalca solo la rigidità in maniera piatta e monolitica, la freddezza deprivata dall’emozione. Infarcito di dialoghi risibili, interpretato decisamente male dalle due protagoniste e dall’inconsistente cast di supporto, Passion è diviso tra una prima parte di desolante e squadrata piattezza, priva di qualsivoglia guizzo, (quella che racconta dell’amicizia che si tramuta in sommessa acrimonia tra le due donne) ed una seconda dove, ucciso il personaggio della McAdams, tutto nella percezione di quello di Noomi Rapace e di chi guarda è (letteralmente) obliquo, onirico, confuso.
A unire queste due sezioni così diverse tra loro, la sensazione costante di assistere a una parodia involontaria, alla scolastica riproposizione di temi narrativi e visivi, all’omaggio malriuscito di un giovane fan ad un grande maestro.

De Palma boccheggia tra dolly e una sensualità spenta e anemica, tra spilt screen e colpi di scena telefonati, disinteressato totalmente alle dinamiche di potere (lavorativo e affettivo) tra le sue protagoniste e gli altri personaggi e solo incentrato su una maniera magniloquente e fuori misura.
Da Passion si esce allora interdetti da certi pressapochismi, inteneriti dalla cieca ricerca di sé del regista, preoccupati dalla sua fiducia e dalla sua evidente stasi che, in questo caso, l’han trasformato in una caricatura.


Vai allo Speciale Festival di Venezia 2012

Passion
Il trailer del film di Brian De Palma con Rachel McAdams e Noomi Rapace (lingua originale)


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento