Overseas, la recensione del forte documentario in concorso al Carbonia Film Festival

08 ottobre 2020
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Il documentario Overseas racconta l'addestramento di donne filippine per diventare domestiche all'estero, uno sguardo a una moderna schiavitù: ecco la nostra recensione.

Overseas, la recensione del forte documentario in concorso al Carbonia Film Festival

Il documentario Overseas è uno dei doni più preziosi che potreste farvi, se associate l'arte del cinema non soltanto all'evasione ma anche al diritto di essere informati e di capire, di prima mano, quanto nel mondo contemporaneo possano ancora sopravvivere pratiche e consuetudini che gli ultimi secoli dovrebbero aver cancellato. Scritto e diretto dalla regista e attrice francese Sung-a Yoon (di origini sudcoreane), Overseas racconta un corso di formazione nelle Filippine per le donne che vogliono svolgere la professione di domestica al di fuori dei confini nazionali, oppure l'hanno già fatto e vogliono aggiornarsi: imparano come pulire, apparecchiare la tavola, rifare i letti... e come saper mettere da parte la dignità e l'amor proprio, sacrificandosi per mandare il denaro a casa alle famiglie, in attesa di tempi migliori di cui forse non potranno mai godere.

L'impatto con Overseas è straniante, un disattento potrebbe per errore immaginare di essere di fronte a della fiction: le lezioni uniscono a normali regole pratiche un "addestramento dell'anima" non molto dissimile dall'umiliazione logorante di un Full Metal Jacket, ma in modo più sottile, meno urlato, finanche più gentile da parte delle insegnanti che sanno quando frenare e mostrare (brevemente) un filo di empatìa. Il che non rende quello che vediamo meno drammatico e meno "surreale", se non fosse che qui la fantasia non c'entra: in una scena si spiega la distanza tra un bicchiere e un piatto, in un'altra cosa fare nel caso il padrone di casa voglia violentare sessualmente una malcapitata, con consigli pratici elencati su una lavagna e un tentativo di sdrammatizzare che, sullo schermo, ottiene l'effetto opposto.

Overseas non mostra mai il destino a cui queste donne andranno incontro, lasciando alle spalle i figli anche piccoli, una volta partite per la Cina o altri paesi orientali (Europa e Stati Uniti sembrano più lontani, "dall'altra parte della Luna", come cantava Lucio Dalla). Gli echi di quelle esperienze, spesso traumatiche, fatte di umiliazioni, pasti saltati, richieste schiavistiche, arrivano dai momenti in cui le donne si confidano nelle pause tra le lezioni, o durante le lezioni stesse, dove l'insegnante s'impegna per costruire una corazza emotiva tramite queste confessioni. Significativo che il desiderio di suicidarsi non sia un tabù e venga discusso a testa alta, è giusto un'altra variabile di un combattimento eterno. Ritorna in mente la battuta del Principe De Curtis in Totò e Carolina di Mario Monicelli, non a caso censurata all'epoca: "Il suicidio non è per noi, siamo povera gente, è fatto per i ricchi, è un lusso e non ce lo possiamo permettere. Siamo gente povera!"

Pian piano, durante la visione, si fa strada anche un risvolto più poetico, perché appare chiaro come queste donne stiano vivendo il loro momento di massima dignità proprio tra le mura di questo edificio in cui studiano, avvolte dal calore umano reciproco. Un limbo tra esistenze in povertà assoluta e altre in case straniere, trattate come automi o elettrodomestici, con in cambio la speranza di sopravvivenza dei propri cari e il pubblico encomio del presidente Duterte, che definisce i lavoratori all'estero "eroi" (e non manca qualche doveroso sarcasmo nei dialoghi nel film). E nella poesia degli statici piani sequenza, in cui Sung-a Yoon vuole che studiamo volti e pause, non riusciamo a non riflettere sul sogno di una delle donne: trovare una famiglia che la paghi una cifra alta, che in patria non riuscirebbe mai a incassare. Parla di 500 euro al mese.

Overseas fa parte della selezione del Carbonia Film Festival 2020 ed è disponibile in streaming gratuito fino al 10 ottobre sulla piattaforma streaming del Festival raggiungibile su online.carboniafilmfest.org/.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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