Oltre le regole - la recensione del film di Oren Moverman

12 aprile 2010

Lo sceneggiatore Oren Moverman, quello di Io non sono qui di Todd Haynes, esordisce dietro la macchina da presa con un film che parla dei traumi americani della guerra in Iraq da una prospettiva inedita e interessante. Il suo film convince in alcune cose, delude un po’ in altre ma si fa forte di solidissime interpretazioni.

Oltre le regole - la recensione del film di Oren Moverman

Oltre le regole - la recensione del film di Oren Moverman

Quante volte, al cinema, abbiamo visto la scena in cui alla porta di qualcuno bussano dei militari che gli comunicano la morte in guerra di una persona cara? Solitamente, però, il punto di vista dal quale assistiamo a questo momento terribile è quello di chi subisce il lutto. Con Oltre le regole, Oren Moverman ribalta questo punto di vista, facendo dei suoi protagonisti proprio quei due militari la cui delicatissima missione in tempo di guerra è proprio essere ambasciatori della ferale notizia. Uno è Will (Ben Foster), un giovane appena tornato dall’Iraq dopo un’azione eroica che gli ha causato ferite e regalato la fama di eroe. L’altro è Tony (Woody Harrelson), più anziano, suo superiore, “veterano” delle notifiche apparentemente cinico smaliziato. Will e Tony sono diversi, ma due duri: qualità fondamentale per un compito che il prontuario militare vuole svolto nella maniera più fredda e asettica possibile. Di fronte alle reazioni di mogli, padri, madri, la scorza di Will inizia rapidamente ad intaccarsi, al punto da stringere un legame particolare con una neo-vedova (Samantha Morton).

Nel ribaltamento di punto di vista che è alla sua base, Oltre le regole trova i suoi elementi più interessanti: le tante scene in cui i due protagonisti bussano alla porta di qualcuno per le loro notifiche sono effettivamente efficaci e coinvolgenti emotivamente. E non solo per reazioni di chi riceve la notizia, ma soprattutto per la difficoltà evidente ma dissimulata sul volto di un Ben Foster che conferma tutte le sue qualità attoriali e trova il suo ruolo migliore in carriera finora. Forse la ripetizione (comunque non eccessiva) di situazioni di questo genere mina alla lunga la loro efficacia, ma comunque mai in maniera sostanziale.
Sufficientemente ben costruito è poi – anche se all’interno dei binari di certi stereotipi bellico-cinematografici – anche il rapporto tra Will e Tony, che da inizialmente conflittuale passa ad essere prima cameratesco e poi, nel finale, fortemente confidenziale. Ed in questo caso, da segnalare è la solidità dell'interpretazione di Woody Harrelson, meritoriamente nominato all'Oscar per questa sua performance.

Quello che funziona decisamente meno bene del film di Moverman è il rapporto tra il personaggio di Ben Foster e quello di Samantha Morton. E, parzialmente, anche quello tra lo stesso Foster e la Jena Malone che interpreta la ragazza lasciata da Will prima della guerra proprio per evitargli possibili future sofferenze, che sta per sposarsi con un altro.
In questi casi, come negli altri piccoli difetti del film, i problemi non nascono tanto da magagne di sceneggiatura, quanto dall’evidente inesperienza del regista dietro la macchina da presa. Nelle situazioni citate, Moverman si fa prendere la mano dalla maniera, eccede in insistenze e manca di quella misura che altrove comunque dimostra.

Oltre le regole è quindi un film fatto di luci ed ombre. Un film che tenta sempre di essere trattenuto, ma il cui passo a volte “rompe” in retoriche e banalizzazioni che lo appesantiscono e ne riducono un'efficacia e un valore generale comunque da non sottovalutare.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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