Oceani 3D - la recensione del documentario subacqueo narrato da Aldo, Giovanni e Giacomo

29 aprile 2010
3 di 5

In Oceani 3D, che è il primo film subacqueo girato interamente in Digital 3D, Jean-Jacques e François Metello seguono il viaggio fra gli Oceani di una tartaruga marina. Nella versione italiana il carapace è "abitato" da Aldo, Giovanni e Giacomo, che con le loro continue battute finiscono per snaturare un prodotto altrimenti godibilissimo.

Oceani 3D - la recensione del documentario subacqueo narrato da Aldo, Giovanni e Giacomo

Oceani 3D - la recensione

Difficile giudicare Oceani 3D senza presecindere dal doppiaggio italiano di Aldo, Giovanni e Giacomo. La scelta da parte della Eagle Pictures di sostituire alla dolce voce narrante di Marion Cotillard i frizzi e lazzi dei 3 comici milanesi, che si improvvisano passeggeri di una tartaruga che nuota nelle profondità marine, dà infatti tutto un altro sapore al documentario dei Mantello Brothers. Un sapore non necessariamente buono.

La tradizione insegna che la magia di un'immersione sta soprattutto nel silenzio che la accompagna. Fermi a molti metri sotto il livello del mare o attaccati a uno scoglio quando la corrente è impetuosa, i subacquei amano ascoltare i suoni della natura, felici di allontanarsi per qualche tempo dall'assordante frastuono della superficie e dalle umane cose. Per questo la voce del narratore che accompagna le immagini di un documentario dev'essere poco invasiva, se non addirittura inespressiva o neutrale. Con il film premio Oscar La marcia dei pinguini, qualcosa indubbiamente è cambiato. Gli animali filmati sono diventati personaggi e, nella versione italiana, la voce di Fiorello ha reso più accattivante il prodotto, nonostante le critiche dei puristi del genere. Aldo, Giovanni e Giacomo si sono spinti ben oltre. Supportrati da un testo di Pino Insegno, modificato solo in minima parte, hanno commentato l'incontro con ogni singola creatura dei flutti. Certo, nel corso del film il presunto capitano Giacomo spiega le caratteristiche delle diverse specie con cura e precisione - come farebbe un bravo insegnante di biologia - ma l'intervento di un Aldo burlone spaventato dal viaggio e di un Giovanni ironico e salace tolgono il piacere della contemplazione che normalmente segue alla spiegazione. A volte, tuttavia si sorride, perchè il terzetto ha una vis comica inconfondibile, ma è l'operazione in toto che ci sembra sbagliato.

Quanto al film in sé, è sicuramente un piccolo gioiello, e non solo per via del 3D, che ci dà l'illusione di trovarci per davvero in mezzo a squali martello, cavallucci marini ed enormi cetacei, ma per l'altissima qualità delle riprese e la varietà dei luoghi visitati - suggeriti non a caso da Jean-Michel Cousteau, figlio del leggendario esploratore marino Jacques e qui in veste di produttore. Ci sono voluti 7 anni per realizzare Oceani 3D e il risultato di tanti lunghi sforzi è ammirevole. Ammirevole è anche il messaggio che il film lancia in chiusura, mostrandoci alcune istantanee delle specie passate in rassegna accompagnate da una scritta che ne indica il rischio di estinzione. Sono immagini che fanno stringere il cuore, perchè il mare, da solo, non potrà mai difendersi, e non è detto che l'uomo abbia voglia di scendere in battaglia al suo posto.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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