Oblivion - la recensione del film di fantascienza con Tom Cruise

10 aprile 2013
2.5 di 5

Kosinski che alza timidamente lo sguardo verso il contemporaneo filone esistenziale del genere ma rimane coi piedi ben piantati nel terreno verace del genere più ruspante e casereccio.

Oblivion - la recensione del film di fantascienza con Tom Cruise

Non ci staremo troppo a soffermare sui tanti twist and turn della trama di Oblivion, film di fantascienza che alza timidamente lo sguardo verso il contemporaneo filone esistenziale del genere ma rimane coi piedi ben piantati nel terreno verace del genere più ruspante e casereccio.
Anche perché attraverso il pressbook del film viene fatta specifica richiesta a giornalisti e recensori di spoilerare il meno possibile sulla trama del film.
Basti sapere che tutto parte in un contesto post-apocalittico che ha costretto l’umanità ad evacuare la Terra, sulla quale sono rimasti solo Tom Cruise e Andrea Riseborough, con l’incarico di sorvegliare delle importanti strutture utili alla sopravvivenza colonie extraterrestri e proteggerle da attacchi alieni. E che, ovviamente, non tutto è come sembra.

È tutta farina del sacco di Joseph Kosinski, questo Oblivion, che dal punto di vista formale è un dignitoso ma ben poco entusiasmante esercizio di stile che tradisce senza vergogna tutto il background tecnologico e pubblicitario del suo autore, e che da quello narrativo - in una trama basata su quella di una graphic novel ancora inedita scritta dallo stesso stesso regista - denuncia la voglia di mescolare assieme le influenze più disparate senza però possedere né spunti originali né una reale e approfondita conoscenza della storia del cinema.
Perché Oblivion non è un semplice mix, non è un cocktail: è un omogeneizzato di fantascienza, dalla confezione lucida di acciaio e vetro, studiatamente azzurrognola; un frullato finissimo di film e perfino generi, in cui i gusti sfumano gli uni dentro agli altri fino a farsi uguali ed insapori, perfino con l’aggiunta di “aromi naturali” dalla chimica artificiosità.

Dal Pianeta delle scimmie fino a Moon, passando per Matrix, Alien, Star Trek, Mad Max e chi più ne ha più ne metta, Oblivion riassume e semplifica tutto, non facendosi mancare nemmeno una spolverata di riferimenti tematici e iconografici al western che, a tratti, sembrano voler trasformare Tom Cruise in un John Wayne di fordiana memoria. Perché nel personaggio del protagonista, un nuovo Jack dopo il Reacher del film omonimo, vive (o vorrebbe vivere) un eroismo crepuscolare che fa rima con la nostalgia per la terra di una volta tutta volumi polverosi, vecchi vinili e casette di legno in riva al lago, come un Nathan Never qualsiasi con l’aggiunta di camicie di flanella e berretti da baseball.
Come che sia, essere derivativi oggi non è il peggiore dei crimini possibili. Peccato che allora Kosinski, invece che abbracciare il pop con smaliziata spensieratezza, azzeri strizzate d’occhio e umorismo e spinga a tavoletta sul pedale di una solennità seriosa e un po’ pedante, rispecchiata e riecheggiata dall’interpretazione piena di sé dell’attore protagonista e da una colonna sonora invadente che mescola orchestrazioni alla John Williams a momenti synth in stile Moroder.

E allora si finisce col far fatica a prendere sul serio Kosinski e il suo film, e a sorridere con disincanto dei momenti in cui il regista vorrebbe sorprendere o commuovere. Il che in fondo è forse anche un bene.
La sorpresa vera, incidentale, è quella di un’Andrea Riseborough che vince sulla collega Olga Kurylenko con un sex appeal algido e trattenuto che non teme confronti dalla la fissità stupita e stolida della rivale.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento