Notizie dal mondo: la recensione del film western con Tom Hanks

09 febbraio 2021
3.5 di 5
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Paul Greengrass abbandona lo stile frenetico dei suoi esordi, torna a far coppia con Hanks dopo Captain Phillips e gira un western meditato che riflette sull'America di oggi. In streaming su Netflix dal 10 febbraio. La recensione di Federico Gironi.

Notizie dal mondo: la recensione del film western con Tom Hanks

Seduti sul carro che li conduce verso lì dove devono andare, il Capitano Jefferson Kyle Kidd (Tom Hanks) e Johanna (Helena Zengel) cercano di trovare un vocabolario comune. Lui indica le cose e dice il loro nome inglese, lei fa lo stesso nell’unica lingua che conosce, quella degli indiani Kiowa, che l’avevano rapita da piccolissima e che l’hanno cresciuta, e che ora sono stati uccisi anche loro.
A un certo punto lei indica il cielo, e la terra, e fa un movimento circolare con le braccia e poi le porta a sé come a indicare che tutte quelle cose lì (il Grande Spirito) vanno prese e considerate assieme. Lui risponde che per loro, per gli anglosassoni, per i civilizzati, quella cosa lì, il mondo, la vita, “è più una linea retta”.
Più tardi, quando dopo ennesime peripezie il Capitano e Johanna arrivano a destinazione, alla casa degli unici parenti della ragazzina cui lui deve restituirla, qualcuno gli indica la casa dicendo “sempre dritto”. Ancora una linea retta.
Solo che in un film come Notizie dal mondo lo sappiamo tutti benissimo fin dall’inizio che il Capitano e Johanna sono destinati a rimanere insieme (e non vi azzardate a parlare di spoiler). E che la destinazione iniziale non è quella giusta, e che il Capitano, con un movimento inverso e circolare, tornerà a riprendersela, quella ragazzina bionda.

Linee e cerchi. Di questo è fatto prima di ogni altra cosa Notizie dal mondo. Linee e cerchi come 1 e 0, divisioni binarie.
Le linee, che sono certamente, come spiega il Capitano stesso a Johanna, quelle della scrittura, della stampa, di quei giornali che va leggendo a pagamento di cittadina in cittadina, nel West, raccontando storie. Le storie che a Johanna piacciono tanto. Ma quelle linee, per essere seguite, comportano un movimento di ritorno, un andare a capo, e possono essere lette e rilette, facendo muovere lo sguardo e la mente.
Le linee che invece spingono ad andare avanti e basta, a un procedere solitario e testardo, non portano da nessuna parte.
Le linee rette sono anche quelle che dividono, sono confini: quanti stati, negli USA, han confini di quel tipo?. Sono separazioni: tra idee del mondo, tra nordisti e sudisti, tra occidentali e indiani, tra ricchi e poveri. A volte, certo, anche tra bene e male.
La circolarità, invece, lo dice Johanna con quel gesto, vuol dire inclusione. Accettazione. Anche quella del proprio passato, che è traumatico sia per lei, che per il Capitano.
Solo tornando al proprio passato, invece di procedere sempre dritto lungo una linea retta, e solo posando un anello (altro cerchio, altra unione) su una lapide, il Capitano potrà andare davvero avanti. Avanti nella sua vita. Avanti con Johanna, figlia che il caso - altro che giudizio, quel Giudizio che teme - gli ha fatto cadere tra le braccia.

Invece di procedere dritto sul cammino dello stile per cui è celebre, Paul Greengrass rilassa la macchina da presa e distende lo sguardo verso l'orizzonte della prateria, imitando i capisaldi del genere in cui si cimenta. E lo fa con fare meditativo, riflettendo sull’America del west per parlare, come è ovvio e dichiarato, dell’America di oggi. O di ieri, speriamo. “Texas first!” grida a un certo punto uno di quelli che erano andati a sentire le storie del Capitano, e cui non piace la politica federale del Presidente Grant.
In quest’America profonda, violenta, becera, ignorante, Hanks - cui Greengrass conferma i gradi, dopo Captain Phillips, e la determinazione di lottare per ciò che è giusto - cerca di portare non solo svago, ma consapevolezza attraverso la lettura dei giornali, allargando i confini di quel mondo troppo spesso così angusto e così chiuso in sé stesso.

Eppure, nonostante questo, sarà più lui a imparare da Johanna, che non il contrario.
Perché sarà lei, inconsapevole teorica di quell’abbraccio circolare che tutto - e tutti - comprende, che unisce e riunisce, a toglierlo dall’ossessione della linea retta che lo porta lontano da ciò cui dovrebbe tornare, e che continua a segnare una divisione interiore - in lui, che per i Confederati ha combattuto, sofferto e ucciso - dal resto del mondo e del paese.
Lei, Johanna, la bambina doppiamente orfana e dalla tripla identità etnica e culturale: tedesca di origine, nativa d’educazione, rinata a nuova vita - una vita puramente americana, che include tutto questo e altro ancora, storie comprese - grazie all’incontro col Capitano.
Capitano, o mio capitano.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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