Non succede, ma se succede... recensione della commedia romantica scorretta con Charlize Theron e Seth Rogen

10 ottobre 2019
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Una strana coppia che si muove nel mondo nobile della politica presidenziale.

Non succede, ma se succede... recensione della commedia romantica scorretta con Charlize Theron e Seth Rogen

Urge riaggiornare l’elenco delle strane coppie al cinema. Con questa definizione intendiamo due persone a un occhio superficiale male assortite, limitandosi a uno sguardo puramente estetico. Insomma, lei è una bellezza cristallina, e si chiama Charlotte Field (Charlize Theron), ma è soprattutto donna di potere e di grande intelligenza e infinite qualità, mentre lui è un giornalista politico molto indie e molto cialtrone, Fred Flarsky (Seth Rogen), è ancora abituato a vestirsi come durante le occupazioni e a vivere alla giornata. Lei è la segretaria agli esteri, pronta ad annunciare la campagna per le presidenziali 2020 (“prima donna leader degli Stati Uniti”), che una sera incontra per caso lui, che gli ricorda qualcuno: il ragazzino molto timido, anche se brillante, di 13 anni a cui faceva ripetizioni quando ne aveva solo tre di più, e già sognava una carriera politica che potesse cambiare il mondo e migliorarlo. Insomma, i due sono cresciuti insieme, lui cercando di nascondere le prime goffe erezioni provocate dalla già splendida vicina.

Non succede, ma se succede... è l’ennesimo titolo italiano che lascia perplessi, ossessionato dalla punteggiatura, dietro il quale si cela la commedia romantica di ambientazione politica Long Shot, diretta da Jonathan Levine, autore del riuscito 50 e 50, ma anche del ben più scorretto Sballati per le feste. In comune c’è la presenza di uno degli attori più divertenti della commedia americana di oggi, Seth Rogen, capace di veleggiare fra lo scurrile senza “sporcarsi”, mantenendo un candore inaspettato, l’eleganza empatica di uno con cui vorremmo sempre e comunque andare a farci un paio di birre senza paura di finire in una credibile rissa, al massimo in una schiaffeggiata da cartoni animati.

Proprio la conflagrazione fra il mondo sofisticato di lei, intendendo proprio la Theron, più che la sua Charlotte, e quello ben più prosaicamente metropolitano di lui sono il motore e il senso stesso del film. In un’epoca di riequilibrio non sempre riuscito fra i sessi, c’è poi lo scambio dei “ruoli” tradizionali, con la donna nel ruolo di potere e l’uomo al suo servizio, con una ricaduta anche sessuale in una scena molto divertente, e sbrigativa, in cui i due scoprono l’inaspettata attrazione fisica suggerita dal titolo. Un’improvvisa una storia d’amore, mentre lui viene assunto per scriverle i discorsi e lanciare la campagna elettorale e quindi i due trascorrono giorni interi insieme.
L’alchimia fra i due è notevole e proprio la parte relazionale, sviluppata per lo più nella prima ora abbondante, è quella che funziona e diverte, anche grazie a un talento comico, e una natura molto alla mano se non da maschiaccio, della superdiva Theron, spesso da lei rivendicato ma nascosto da un ruolo (pubblico oltre che attoriale) sofisticato in linea con quello che Hollywood prevede per una donna dal suo splendido fisico.

Per la parte politica abbiamo più dubbi, visto che la dinamica legata alla maggiore compromissione ideale di lei, ovvia visto il posto che occupa, rispetto al candore goffo, ma pieno di idealismo di lui sa di facile stratagemma narrativo, tanto quanto una parte conclusiva che abbandona l’anticonformismo e una certa dose di scorrettezza per allinearsi alle più prevedibili e zuccherose romantic commedies di oltre Atlantico.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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