Non dimenticarmi: recensione del film israeliano trionfatore al Torino Film Festival 2017

15 novembre 2018
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una stralunata avventura notturna di un ragazzo e una ragazzo esclusi dalla società.

Non dimenticarmi: recensione del film israeliano trionfatore al Torino Film Festival 2017

Una coppia s’aggira di notte per Israele. Lui va in giro indossando sulle spalle, come uno scudo, una enorme custodia di tuba, lei indossa degli abiti larghi e sformati. Sembrano appoggiarsi uno contro l’altro, farsi forza mentre si aggirano per le zone meno turistiche e più anonime di un paese smarrito. Sono due anime solitarie, due diversi parcheggiati dalle famiglie e dalla società in centri di recupero, o forse di oblio. Tom è la ragazza, afflitta da un disturbo alimentare e spaventata perché il ritorno del ciclo, da lei accolto con terrore nella clinica in cui si trova, potrebbe portarla a riprendere i chili perduti e a stare meglio. Lui è Neil, è un tipo strambo che suona la tuba e non ha mai perso un forte accento di Amsterdam, ma soprattutto parla inceppandosi, non ha proprio tutte le sinapsi che girano al massimo, e il terrore di socializzare. 

I due si incrociano per caso e a loro modo si riconoscono, due anime perse socialmente inaccettabili, in una variazione profondamente inacidita, ma anche molto ironica, di una commedia romantica. Hanno un cinismo e una visione degli altri non dissimile, Tom e Neil, con i loro nomi che sembrano quelli di personaggi di grandi avventure della letteratura americana.

Non dimenticarmi, Don’t Forget Me. Suona così il titolo di questo spiazzante film di Ram Nehari, qui alla prima regia cinematografica, che riesce a renderci cari due protagonisti con molti tratti respingenti, fino a affezionarci e a comprendere come respingente sia chi sta intorno a loro. Una società involuta che sembra ferma a un’idea ormai stanca e vetusta di cosa sia socialmente accettabile. Molto lontana, insomma, nonostante la vicenda si sviluppi per lo più a Tel Aviv, dal dinamismo di quella realtà, laboratorio anche sociale oltre che economico dell’Israele del futuro. Particolarmente esilaranti, e non poco conflittuali, sono gli incontri/scontri dei nostri Beavis e Butt-head con il mondo che li circonda, che sia un musicista di una certa fama amico d’infanzia di Neil, due bislacche compagne d’anoressia di Tom o, soprattutto, una cena a casa dei genitori di lei.

Una sequenza davvero memorabile, una sorta di sintesi delle certezze granitiche e del suo progressivo sbriciolarsi della nazione israeliana, la sua storia elaborata in pochi minuti sotto forma di incomprensione generazionale, con tanto di irruzione di una nuova Berlino culla dei giovani artisti israeliani ricacciata in gola dal padre detentore del dogma fondativo dello stato nato dalla Shoah.

Non dimenticarmi è nato come lavoro collettivo del regista e dei due attori, trionfatori al Torino Film Festival 2017, che hanno portato avanti la sceneggiatura ispirandosi a vicende personali e a loro vicine. Moon Shavit e Nitai Gvirtz interpretano con grande sensibilità delle anormalità molto normali e spaventate, perché, come dice Nehari nelle note di regia, “Per la società è molto comodo stabilire chi è ‘pazzo' e chi non lo è, permette di tenere lontano chi viene definito come malato. Le definizioni psichiatriche sono importanti per i professionisti che lavorano nell'ambito della psichiatria ma per la società possono diventare un'arma usata per escludere.’

Non dimenticarmi - Don't Forget Me
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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