Noi 4 - la nostra recensione del film di Francesco Bruni

19 marzo 2014
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Finalmente un film che racconta la famiglia com'è veramente.

Noi 4 - la nostra recensione del film di Francesco Bruni

Spesso il presupposto da cui partire per fare un film è la necessità di riempire un vuoto: per alcuni esistenziale, per altri stilistico e narrativo.
Nel caso di Francesco Bruni, sceneggiatore dei film di Paolo Virzì e regista dell'indimenticabile Scialla!, l'abisso, per così dire, è strettamente contenutistico e riguarda la famiglia, spesso rappresentata in maniera semplicistica, edulcorata, quasi sempre confinata fra le pareti domestiche e ridotta a un miscuglio di insanabili conflitti e di reciproche accuse o a un luogo di innesco di situazioni più o meno comiche.

La teza via scelta e felicemente percorsa da un regista che parte dalla propria vita per trasfigurarla, trasformandola in vicende che sono possibili derive delle sue esperienze, è quella di uno sguardo fra il malinconico e l'umoristico che lo colloca a pieno titolo nella esigua schiera degli artisti della leggerezza.
Certo, la sua famiglia disfunzionale in cui il maschio ha perso di centralità devolvendo ogni responsabilità alla femmina, che per sua natura ha l'inimitabile dono di svolgere simultaneamente le più disparate attività, è una realtà fin troppo nota e, siccome chi scrive appartiene al gentil sesso, l'impressione è che l'atteggiamento bonario nei confronti di un padre di famiglia al quale, in nome della simpatia, si perdonano piccole e grandi mancanze sia eccessivo.

Eppure, questi quatto personaggi che quando sono insieme acquistano un superpotere che li avvicina a Gli Incredibili della Pixar, li abbiamo sentiti vicini, aiutati dalla verità, dalla solidità e dalla presenza scenica degli attori: Ksenia Rappoport, Lucrezia Guidone, Francesco Bracci Testasecca e soprattutto Fabrizio Gifuni, che si libera dalle sovrastrutture del Bernaschi de Il capitale umano per diventare un antieroe maldestro e irritante più simile al Walter Chiari de Il giovedì che al Vittorio Gassman de Il sorpasso.

Di questo film in cui il quinto personaggio è una Roma afflitta dai rumori del traffico, ci è rimasta impressa anche la struttura caleidoscopica, il minuetto che ballano i protagonisti, che si ritrovano a due a due e si riuniscono solo dopo aver formato tutte e sei le combinazioni possibili.
Da esperto di scrittura, Bruni sta bene attento condensare i loro incontri in una sola giornata e a esplorare ogni volta un sentimento diverso.
Allo stesso modo, evita la pesantezza del giudizio di un narratore onniscente, facendo proprio il punto di vista del personaggio più giovane e perciò più puro del gruppo: il tredicenne Giacomo.

Dei vari duetti alcuni sono migliori, come il pranzo al ristorante cinese di padre e figlio e la litigata all'Isola Tiberina di madre e figlia; altri sembrano meno a fuoco, come le scene dentro e fuori dal Teatro Valle occupato.
Ogni riuinione, però, contribuisce a evidenziare il tema forte di Noi 4: la doppia valenza del legame familiare, che è forza che nasce dalla condivisione e nello stesso tempo impossibilità di costruirsi una sfera affettiva altra o di imparare a crescere per davvero.
In questo Ettore, Lara e figli sono un po' lo specchio dell'Italia: a volte mammona e conformista, a volte esterofila e alternativa, a tratti cialtrona e superficiale, a tratti istericamente efficiente e dimentica della propria bellezza.

 



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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