No. 7 Cherry Lane: la recensione del film d'animazione di Yonfan in concorso al Festival di Venezia 2019

02 settembre 2019

Logorroico e autoindulgente, innamorato di sé stesso più che dei suoi personaggi e della sua storia.

No. 7 Cherry Lane: la recensione del film d'animazione di Yonfan in concorso al Festival di Venezia 2019

Ogni festival degno di questo nome ha in programma un film che spinge a chiedersi: "ma questo qui, perché sta in concorso"?
Nel caso del Festival di Venezia 2019 questo film è Nr. 7 Cherry Lane, lunghissimo e letargico e supponente film firmato da Yonfan, da dieci anni inattivo e alla sua prima esperienza nel cinema d'animazione.
Siamo nella Hong Kong della fine degli anni Sessanta, con la città sospesa tra il placido splendore degli anni precedenti e il nervosismo delle proteste studentesche: è in questo contesto che un giovane universitario - studioso di letteratura inglese e bello, bellissimo, adorato da tutti per il fisico statuario e i modi eleganti - si trova coinvolto in uno strano triangolo amoroso.
Incaricato di fare da tutor a una ragazza diciottenne, infatti, rimane affascinato dalle affinità elettive che sembra avere con la mamma della ragazza, la corteggia e la seduce con l'aiuto del cinema e dei film, per poi però cedere alle grazie della figlia.
E così come il vecchio e il nuovo si scontrano nella politica, così la maturità e la gioventù entrano in competizione per le attenzioni dell'aitante protagonista.

Sospeso tra velleità poetiche, pulsioni erotiche e omoerotiche, ritratto storico e racconto fantastico (con tanto di digressioni oniriche che rasentano l'hentai, ma in chiave camp), Nr. 7 Cherry Lane è un film che vorrebbe accarezzare il gusto della parola e della lentezza della ultracitata Recherche proustiana. Se a volte azzecca dei giusti e riflessivi rallentamenti, finisce per la stragrande maggioranza delle occasioni col cadere dentro una logorroica retorica autoindulgente, che abusa di riferimenti cinematografici e letterari per parlarsi letteralmente addosso, attraverso l'uso di una voce narrante incessabile ed estenuante.
Yonfan gioca alla convivenza e il superamento degli opposti, propone un superamento delle barriere di tutti i tipi in nome di un pansessualismo che sia liberazione del pensiero, e affrancamento dalla schiavitù del dovere, ma i suoi appelli suonano retorici e vani, dentro in film schiavo del proprio estetismo e innamorato di sé stesso prima che dei suoi personaggi o della sua storia.

No.7 Cherry Lane
Clip Ufficiale del Film - HD


  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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