Nessuno siamo perfetti - la recensione del documentario su Tiziano Sclavi, il padre di Dylan Dog

18 giugno 2015
3.5 di 5
90

Un ritratto doloroso e appassionante per i lettori del fumetto italiano.

Nessuno siamo perfetti - la recensione del documentario su Tiziano Sclavi, il padre di Dylan Dog

Nel momento in cui il fumetto italiano sta facendo passi in avanti considerevoli nella considerazione del mondo culturale oltre che dei lettori, ci sembra un esercizio di memoria indispensabile raccontare chi quel fumetto ha contribuito a cambiarlo, a rendere le nuvole parlanti italiane qualcosa di diverso, di contemporaneo. Se Tex e altri fumetti dei primi anni della Bonelli hanno accompagnato generazioni di italiani abituandoli a un nuovo formato di storie seriali, con l’uscita, il 26 settembre 1986, del primo numero di Dylan Dog, anche i figli e i nipoti hanno trovato qualcosa di diverso in cui identificarsi.

A dirigere un documentario sull'universo personale e creativo del creatore dell'indagatore dell'incubo, Tiziano Sclavi, ci pensa in Nessuno siamo perfetti Giancarlo Soldi; colui il quale con lo scrittore lombardo aveva sceneggaito nel 1992 il curioso Nero, grottesco film noir da lui diretto, con protagonista Sergio Castellitto. Un caro amico che incontra una persona che vive la sua depressione recluso da tutto e tutti e che da molti anni ha smesso di scrivere. Nessuno siamo perfetti cerca di riproporre le suggestioni visive dello Sclavi scrittore, più che di quello fumettista, di partire dai sogni, meglio dagli incubi, da cui è partita la sua necessità di sublimare la paura, il buio, nelle storie di un personaggio che riusciva a combinare gli aspetti horror con un’ironia fulimante. Non è stato facile per Sclavi regalarci un paio d’ore di appassionante lettura ogni mese: la sua è sempre stata una missione, il tentativo di trovare una sedazione creativa al male di vivere che lo divorava. Per lui il cliché dello scrittore che lavora furiosamente alla macchina da scrivere, sigaretta in bocca e bottiglia di whisky in rapido prosciugamento, era diventata realtà.

Il fenomeno Dylan Dog assumeva proporzioni inattese: 20, 30 mila copie in più ogni mese, passando da 100 mila a 300 mila copie in un anno. Poi ancora oltre, fino a mezzo milione di persone che lo compravano ogni mese, fino a diventare un fenomeno di costume, oltre che culturale. Umberto Eco era uno dei suoi lettori, lo riteneva un capolavoro. Sclavi le scriveva (quasi) tutte ai bei tempi, era arrivato a lavorare a quindici storie in contemporanea, con quindici disegnatori diversi. Lo racconta lui stesso a Giancarlo Soldi in una delle due interviste, a distanza di anni, che costituiscono il cuore di Nessuno siamo perfetti. Oltre a lui parlano molti collaboratori dei primi anni, della Bonelli, insieme ad alcune testimonianze di giovani lettori di allora. Soldi riesce a tessere una trama visiva degna della fervida immaginazione di Sclavi, anche grazie alla fotografia di Luca Bigazzi, costruendo una spirale dal sapore della nebbia pavese, del buio della campagna natìa, della modernità di Milano. il tutto non scadendo nell’agiografia di un genio, ma raccontando il tormento di chi ha investito tutto se stesso, la sua salute e le possibilità di vivere in pace, per cercare di raccontare storie.

Divoratore di cinema, che guardava sempre con il taccuino accanto per appuntarsi delle cose, ha reso Dylan Dog una sorta di zibaldone delle suggestioni di genere che il cinema, e non solo, gli aveva regalato. “Volevo mescolare Neil Simon con Dario Argento”, dice a un certo punto nel documentario Sclavi, che ha immaginato Dylan come l’ultimo romantico, che si innamorava in ogni albo, perché “pensavo alle storie come a un film, dove c’è sempre una storia d’amore”. Proprio la sensibilità particolare del protagonista, e dell’autore, hanno avvicinato anche molte donne all’indagatore dell’incubo.

Brutalmente onesto con sé stesso, lo Sclavi che esce fuori dal film è un uomo costretto a smettere di scrivere perché costretto a smettere di bere, nel tentativo di interrompere la sfida mensile contro il buio. L’umorismo gli costava troppo tempo - le battute di Groucho erano troppo difficili da ideare - rispetto alle facili scivolate nei territori della paura che conosceva bene. Il vero indagatore della paura ha deciso di smettere le sue indagini, “si è preso sulle spalle l’angoscia di cui ha liberato noi”.

La maggiore conquista di Nessuno siamo perfetti è quella di farci accettare una buona volta la scelta di Sclavi di smettere di scrivere. Cosa non semplice per i lettori veraci che formavano i propri gusti con le tavole di Dylan. Ma se non vi verrà una voglia febbrile di (ri)leggere alcune storie dell’eroe romantico con camicia rossa e giacca nera, allora non sapete cosa vi perdete.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento