Napoleon Dynamite, la recensione del capolavoro con Jon Heder diretto da Jared Hess

25 giugno 2024
4 di 5
67

Nel 2004 sbancava nel mercato cinematografico indipendente un film folgorante costato solo 400.000 dollari. Raccontava la storia di un tonto, che alzava la testa per rivendicare di esistere. Rimanendo tonto. La nostra recensione.

Napoleon Dynamite, la recensione del capolavoro con Jon Heder diretto da Jared Hess

Devo confessare che divido il mondo tra chi, messo di fronte a Napoleon Dynamite, lo trova una commedia demenziale abbastanza divertente, e chi si commuove. Io mi commuovo. Ora che il film di Jared Hess interpretato dall'iconico (azzardiamo?) Jon Heder ha compiuto 20 anni, continuo a interrogare me stesso su tutto quello che mi ha comunicato, sin da quando mi ci imbattei. Premetto che a mio parere è un film particolarmente valorizzato dalla visione in lingua originale, per la natura curiosa delle inflessioni e dei toni utilizzati, per cui consiglio di viverlo o riviverlo in questa maniera.

Napoleon Dynamite è la storia del tonto e imbranato liceale Napoleon, che nell'Idaho di provincia aiuta il suo amico Pedro a partecipare alle elezioni dei rappresentanti d'istituto, cercando di essere figo. Condizione che gli è preclusa dall'aspetto e dalla sua scarsa rapidità mentale. È circondato da personaggi che non lo aiutano affatto, a partire da suo fratello Kip, che se la tira perché "chatta con le femmine tutto il giorno". Messa così, la trama del film non suona esattamente originale. Non fatevi ingannare.
Il punto è che plot e contenuti di Napoleon Dynamite potevano essere raccontati in mille maniere già viste. Poteva essere una storia concentrata sull'isolamento culturale della provincia americana (a scelta, in chiave ribellistica, di cupa denuncia, di giallo). Poteva sfociare nell'affetto pietistico per il sempliciotto in stile Forrest Gump. Poteva diventare una celebrazione nostalgica degli anni giovanili. Invece Napoleon Dynamite, pur a sprazzi suggerendo queste strade, è in primis un affettuoso e sincero film su un cretino.

Come si fa a trasmettere amore per uno stupidone, a renderlo l'eroe di una storia senza per questo cadere nello stereotipo dello "sfigato" (che invece non necessariamente è tonto)? Non c'è una risposta a questa domanda, o meglio la risposta è un'altra domanda: perché non si potrebbe? Napoleon è generoso, ma per il resto non ha un talento che è uno: vuole essere elegante ma non sa vestirsi, vuole disegnare ma è negato, vorrebbe sedurre una sua coetanea ma ha difficoltà a interpretare i rifiuti non espliciti. È brutto, allampanato, sembra una versione dal vero di Beavis & Butthead. La genialità della sceneggiatura del regista Jared Hess e di sua moglie Jerusha è nell'infondere tutto il racconto di un enorme, colossale, potente: "E allora?" Lo scemo o il brutto non possono essere amati, non hanno diritto a rivendicare di essere trattati con rispetto e dignità? Tutti siamo pronti a considerare questa una domanda retorica, ma il nocciolo di Napoleon Dynamite sta proprio nel farci abbassare la guardia di fronte alla stupidità evidente del suo protagonista, senza mai svilirlo a macchietta o messaggio ambulante. Lo scopo è ottenuto dipingendo il contesto che circonda Napoleon come altrettanto ottuso e stralunato, solo in qualche modo socialmente più "accettabile": via via che il film procede, realizziamo l'idiozia altrui, di cui spesso Napoleon è vittima, come nell'assurda scena della macchina del tempo comprata su internet da suo zio, grottesca figura che sogna di tornare ai suoi giorni di gloria nel football semiprofessionale.

Alla fine non facciamo il tifo perché Napoleon Dynamite, suo fratello Kip e i suoi stralunati coeteanei PedroDeb "vincano" o lascino il segno (anche se in un certo senso questo avviene sul serio nel climax), quanto perché desideriamo in effetti proteggere la loro ingenuità e il loro candore. È un sogno fiabesco e surreale, in cui l'assenza di un'istruzione decente e di stimoli per l'intelligenza sono impedimenti che rendono epiche le prove più semplici della vita. Il film è un antidoto alla tentazione del bullismo facile verso il singolo, del sentirsi superiori a buon mercato puntando sul bersaglio scontato, senza concentrarsi piuttosto sul migliorare una società che non muove un dito per elevare le persone. Per un'ora e venti viviamo in un mondo dove Napoleon si rifiuta di essere punito per essere com'è. Napoleon deve salvarsi da solo: nemmeno sui social di adesso avrebbe vita facile. Non c'è nulla di più eroico.
Jared Hess serve questa inestimabile visione poetica in una sapienza stilistica spiritosa, magari un po' hipster nei titoli di testa allestiti su cibi e oggetti, ma sublime nel crescendo finale. Incantando chi a quel punto sia disposto a lasciarsi incantare, il film rinuncia per sette minuti ai dialoghi (eccetto per una frase finale) e lascia che parlino immagini, sorrisi e tre canzoni: Canned Heat di Jamiroquai, la Music For a Found Harmonium di Simon Jeffes, chiudendo con la perfetta The Promise dei When In Rome. Mentre tutti i salmi finiscono in gloria. Anche e soprattutto per gli scemi.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
Netflix
Amazon Prime Video
Disney+
NOW
Infinity+
CHILI
TIMVision
Apple Itunes
Google Play
RaiPlay
Rakuten TV
Paramount+
HODTV
lascia un commento