Mr. Peabody & Sherman - la recensione del film d'animazione

12 marzo 2014
3.5 di 5
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La DreamWorks Animation recupera un classico dell'animazione televisiva degli anni Sessanta

Mr. Peabody & Sherman - la recensione del film d'animazione

Mr. Peabody è un cane bipede parlante, superintelligente, pioniere della scienza e delle arti, geniale, perfezionista e metodico in qualsiasi cosa faccia. Erudisce il suo figlio adottivo Sherman (un bambino!) portandolo con lui in varie epoche storiche, usando la "Torna Indietro", una macchina del tempo di sua invenzione. Quando Sherman a scuola reagisce alle provocazioni della coetanea Penny, Peabody rischia di perdere l'affidamento del ragazzino e organizza una cena per alleggerire l'atmosfera con i genitori di lei. Peccato che Penny costringa Sherman a usare la Torna Indietro...

"Se un bambino può adottare un cane, non vedo perché un cane non possa adottare un bambino", sentenzia un giudice, assegnando l'adozione del giovane Sherman a Mr. Peabody e sintetizzando perfettamente lo spirito di questo nuovo lungometraggio DreamWorks Animation. A differenza infatti di molte produzioni animate odierne, Mr. Peabody & Sherman non si giustifica. L'opera è tratta da una serie tv di fine anni Cinquanta / inizio anni Sessanta, per la precisione un segmento del "Rocky & Bullwinkle Show" di Jay Ward, il padre del cartoon televisivo. 
Come tale, costruisce la premessa con un'adorabile ingenuità a corpo morto: non c'è bisogno di sapere perché Peabody cammini a due zampe e parli, succede e basta. Sarebbe come domandarsi come faccia Yoghi a parlare col ranger Smith. Questo anacronismo d'impostazione diventa nel 2014 per paradosso un grande atto di coraggio: la volontà di presentare un cartoon, puro e semplice, quando Hollywood mira ora a spiegare e metaforizzare.

Non che manchi un tema portante, la paternità, l'unico campo in cui Peabody significativamente non riesce ad eccellere, ma il discorso è semplice, condivisibile, trasparente. Per il resto lo scopo è creare un'atmosfera di divertimento leggero: Leonardo Da Vinci non sa come far sorridere la Gioconda; Agamennone si dà la carica odorandosi le ascelle come Kevin Kline nel Pesce di nome Wanda; Maria Antonietta offre dolciumi; Bill Clinton scherza con George Washington. Il tutto in 3D, con una CGI fedele alla grafica originale a mano libera (molto stilizzata) e un buon ritmo, garantito da Robert Minkoff, il co-regista del Re Leone.

Mentre una comica apocalisse spaziotemporale si manifesta davanti ai nostri occhi, non possiamo che domandarci se Mr. Peabody & Sherman funzionerà per il pubblico di oggi. Nel frattempo, pensiamo sia una mossa tenera pescare spunti non solo nel passato glorioso del cartoon, ma in una semplicità d'animo forse ormai lontana.




  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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