Monster Hunter, la recensione del film con Milla Jovovich tratto dall'omonimo videogioco

17 giugno 2021
2.5 di 5

Milla Jovovich e Paul W. S. Anderson, dopo la fortunata saga cinematografica di Resident Evil, ritentano la carta dell'adattamento di un videogioco con Monster Hunter: com'è andata? La nostra recensione.

Monster Hunter, la recensione del film con Milla Jovovich tratto dall'omonimo videogioco

La ranger Natalie Artemis (Milla Jovovich), a capo di un team di soldati per le Forze Internazionali di Pace delle Nazioni Unite, è alla ricerca di un'altra unità scomparsa nel nulla. Nel mezzo del deserto la sua squadra viene però sorpresa da una misteriosa tempesta di sabbia, trovandosi teletrasportata magicamente in un altro mondo. Qui i deserti sono popolati da enormi bestie mostruose, che alcuni cacciatori tentano di contenere, agendo da soli o in gruppo. Riuscirà Natalie ad addatarsi e tornare a casa?

La Capcom avviò la serie di videogiochi Monster Hunter su Playstation 2 nell'ormai lontano 2005, inizialmente senza che la formula riscuotesse troppo successo: valorizzava il gioco online, dove più utenti potevano coordinarsi nell'esplorazione del mondo, nell'equipaggiamento e nell'eliminazione dei mostri da scovare ed eliminare, con prontezza di riflessi, strategia e gioco di squadra. La serie ha ingranato davvero negli anni Dieci, specialmente dopo il suo sbarco nel mondo portatile su Nintendo 3DS e poi su Windows: in particolare Monster Hunter World del 2017 con relativa espansione ha creato una comunità di appassionati piuttosto solida.
Comunità che comprendeva comunque da più di dieci anni l'indefesso regista Paul W. S. Anderson, che insieme a sua moglie Milla Jovovich (uno autore, l'altra interprete), ha gestito la lunga saga cinematografica di Resident Evil, adattamento di un altro marchio storico Capcom. Anderson è riuscito a strappare la licenza per un altro periglioso trasloco da un medium all'altro, e non si può dire che fosse la persona sbagliata alla quale affidare un'operazione come Monster Hunter.

In effetti il videogioco Monster Hunter non è un titolo che faccia della narrazione la sua colonna portante, tutt'altro: contano il mondo, l'ambientazione, le dinamiche che si creano tra giocatori e la conseguente "narrazione emergente", cioè le infinite storie che si vivono con gli amici e gli altri utenti. Siamo molto lontani dalla linearità di un racconto filmico, che Anderson stesso sceneggia da solo senza farsi intimorire da questo limite. Fuorviante sarebbe avere pregiudizi verso l'approccio da fiero B-Movie che l'autore ha sempre matenuto sin dal primo Resident Evil di quasi vent'anni fa: se in Monster Hunter manca un grande intreccio, Anderson sembra non cercarlo nemmeno, riduce i dialoghi all'osso e procede solo con botte da orbi, ferite, sconquassi, grugniti. Milla Jovovich regge tutto sulle sue spalle con energia ed evidente divertimento, condiviso dal cacciatore interpretato da Tony Jaa, nei loro duetti a gesti. La prima gigantesca creatura viene soppressa dopo un'ora di proiezione (su quasi 100 minuti di totale), perciò Monster Hunter sembra prendersi i suoi giusti tempi e il suo ritmo per trovare la visceralità necessaria, senza cercare una finezza che potrebbe al massimo intralciarlo.

I guai iniziano quando Natalie e il Cacciatore devono confrontarsi non solo con la mera sopravvivenza, ma anche con un respiro narrativo appena più ampio e altri personaggi, tra cui l'Ammiraglio di Ron Perlman: Anderson sa di dover porre le basi per una saga e per altri eventuali capitoli. Il problema è che la caratterizzazione dei personaggi non è sufficientemente solida (quando c'è!) da rendere interessante quest'ambizione, senza contare che le condizioni del mondo in cui si trovano i protagonisti vengono giustificate nel modo più approssimativo possibile. I passaggi spiegoni tradiscono una coda di paglia: sembra non esserci molto di interessante da raccontare nel Monster Hunter cinematografico, che si esaurisce nell'efficacia delle sue esagerate sequenze d'azione. Ci si potrebbe accontentare, anche chiudendo un occhio sull'invulnerabilità quasi cartoon della protagonista e per rispetto della coproduzione Toho, mamma di Godzilla, se l'azione fosse almeno coreografata in modo meno chiassoso e rintronante.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento