Minions 2: Come Gru diventa cattivissimo, la recensione del sequel animato

25 luglio 2022
2.5 di 5

Si raccontano le origini di Gru in Minions 2: Come Gru diventa cattivissimo: la simpatia irresistibile dei piccoli esseri gialli viene ribadita, ma intorno ad essa l'Illumination Entertainment costruisce assai poco.

Minions 2: Come Gru diventa cattivissimo, la recensione del sequel animato

Da poco scagnozzi del ragazzino Gru, supercattivo in erba, i Minion cercano di farsi accettare come perfetti lacché, ma sono degli imbranati. Quando la banda dei supercattivi Malefici 6 si libera di un suo membro più anziano, aprendo le selezioni per un rimpiazzo, Gru si presenta ma viene deriso: per ripicca, ruba una pietra magica ai Malefici, affidandola nella concitazione della fuga a un tondo minion, Otto. Inutile dire che la pietra viene persa, quindi Kevin, Stuart e Bob dovranno ritrovarla, se non vogliono essere licenziati...

L'Illumination Entertainment sa che i Minion non deludono mai: genialmente ideati per il primo Cattivissimo Me nell'ormai lontano 2010, doppiati in un bizzarro esperanto dal loro co-creatore Pierre Coffin, hanno velocemente rubato la scena al loro capo Gru (sempre doppiato qui in Italia da Max Giusti, anche in questo caso, con voce infantile!). Il precedente spin-off Minions del 2015 per pochissimo non strappò a Frozen il primato del film di animazione col più alto incasso di tutti i tempi, inflazione permettendo. Kyle Balda, autore della loro prima avventura, torna quindi alla regia di questo Minions 2: Come Gru diventa cattivissimo con le migliori premesse, ma la sceneggiatura di Matthew Fogel ci è sembrata l'anello debole dell'operazione.

Sia chiaro che, come film per bambini destinato a intrattenerli, Minions 2 funziona perfettamente, dispiace però che possa lasciare a bocca asciutta l'appassionato di cartoon. Il punto è che ci si accontenta di fare il minimo sindacale, da tutti i punti di vista, lasciando al design e alle strepitose animazioni degli esserini gialli il compito di giustificare l'ora e mezza scarsa di durata del lungometraggio. La linea narrativa del giovane Gru (spiritoso in grafica), alla ricerca della sua vocazione, è lunare ma con tematiche già ampiamente sviscerate nella serie ammiraglia: non c'è alcuna aggiunta che ricarichi davvero l'ispirazione originale.

Sul fronte Minions, i tempi comici e la recitazione sono sempre centrati e buffi, però anche da quel punto di vista sembra che il film non riesca mai a sciogliersi verso il totale, liberatorio delirio che pure i personaggi incarnano così bene: accade raramente, come nella spassosa scena dell'aereo, però in altri momenti, come nel climax della battaglia finale, le idee di base non incontrano un estro di messa in scena o di trovate che vada oltre il vivere di rendita sulle irresistibili smorfie dei gialli banana-dipendenti. Che non escono da Minions 2 indeboliti, sia chiaro, ma ci sembrano in cerca di un formato che li liberi dagli obblighi delle convenzioni narrative: gli altri personaggi potranno pure averne bisogno, loro no.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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