Maria by Callas: recensione del documentario sulla grande cantante lirica

16 aprile 2018
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Immagini inedite in un affresco sulla vita tragica di un'icona.

Maria by Callas: recensione del documentario sulla grande cantante lirica

Un posto speciale nella storia della cultura del XX secolo spetta sicuramente a Maria Callas. Conferma la grandezza della persona, oltre che della cantante, il documentario Maria by Callas di Tom Volf, che arriva a quarant’anni dalla sua prematura morte, nel 1977, a 53 anni. Fu la prima a riportare la lirica fra le passioni del grande pubblico, come alle origini del melodramma, diventando una diva da rotocalco, protagonista del jet-set e amata da ogni strato sociale e culturale, dagli esperti come dalle massaie. Maria by Callas è un documentario frutto di tre anni di lavoro negli archivi pubblici e privati di mezzo mondo, che si avvale di molte immagini inedite, personali e intime, che costruiscono un ritratto della personalità complessa di una grande e tragica artista del secolo scorso. Troppo sbrigativamente passata alla storia per una fragilità proverbiale, viene qui restituita nella sua complessità, con un rispetto che non sfocia mai nella sterile agiografia.

Registrazioni restituite dall’oblio, interviste televisive, filmini amatoriali in 16 mm, fotografie private, sono molti i materiali che permettono di raccontare l’infanzia di Anna Maria Cecilia Sophia Kalos, nata a New York da una famiglia di origine greca, con due genitori sempre conflittuali, fino agli ultimi anni a Los Angeles.

La voce narrante di Anna Bonaiuto (in originale è di Fanny Ardant) ci conduce alla scoperta di una vita dalle grandi passioni, fra amori sfortunati e tragici, fatta di un connubio assoluto con il suo pubblico, decisiva iniezione di energia per l’artista. Alterne sono le fortune anche da quel punto di vista, con la critica capace di furiose stroncature, insieme a elogi assoluti. Un momento particolarmente doloroso, ben raccontato da Volf, avviene nel 1958, dove al Teatro dell’Opera di Roma la cantante deve inaugurare la stagione con la Norma di Bellini. L’aspetta un pubblico numeroso e autorevole, con stelle del cinema come Anna Magnani e Gina Lollobrigida e il Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi. Dopo il primo atto, però, la Callas decide di lasciare il teatro per motivi di salute, per un calo di voce che non le avrebbe permesso di continuare lo spettacolo e di rendere onore alle personalità presenti in sala. Un incidente che crea scalpore, fischi, e una reazione di violenza inaudita da parte del pubblico e dei mezzi di comunicazione, che ferì brutalmente la cantante.

Maria by Callas regala il ritratto di una doppia personalità, di quello sdoppiamento che caratterizza spesso i grandi artisti contemporanei, divisi fra la persona e la personalità pubblica, fra Maria e la Callas. Si nutrivano l’una con l’altra, con la ricerca di un equilibrio sempre più difficile con il passare degli anni fra la voglia di una vita semplice e il bisogno di fama universale. Da corpulenta giovane promessa a snella icona di un fascino non corrispondente ai canoni della bellezza tradizionale, la Callas visse un amore sfrenato e molto mediatizzato, quello per il miliardario Aristotele Onassis. Volf lascia spazio a molte immagini e ancora più alle parole, mai banali e spesso profondamente tormentate, di una donna che si sentiva incompresa.

Maria by Callas
Il Trailer Ufficiale Italiano del Film - HD


  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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