Lucania - Terra Sangue e Magia Recensione

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Lucania: recensione del film con Angela Fontana

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Lucania: recensione del film con Angela Fontana

Lucania - Terra Sangue e Magia arriva nelle nostre sale forte di tre premi vinti al 52° WorldFest Houston International Independent Film Festival: il Grand Jury Remi Award per la migliore attrice, il miglior film straniero e il miglior montaggio. Riconoscimenti meritati? Certo che sì, perché in questa incursione nell'ancestralità e nella durezza di una terra aspra, selvaggia e forte che sconfina quasi nel western si intravede innanzitutto una cura estrema nella regia, un bisogno quasi viscerale di autenticità, una grande onestà di racconto e una buona dose di coraggio nell'accostarsi a una storia poco parlata che spesso con il solo potere evocativo delle immagini e le espressioni dipinte sui volti degli attori mira ad avvicinarsi al pubblico, non in maniera ruffiana né documentaristica (nonostante il background del regista), ma puntando dritto al cuore.

Coinvolgere ed emozionare: era questa l'intenzione di Gigi Roccati, che con il produttore e interprete principale Giovanni Capalbo è andato a caccia di location fin dal 2014, in cerca di montagne brulle dove in primavera crescono i fiori e di corsi d’acqua impetuosi dove la solitudine è una benedizione e aiuta a stare lontani dall'odio. Più che di odio, seppure la vendetta c'è, Lucania parla di individui che hanno perso in partenza, o che si ritrovano braccati o ricattati, o che si sentono prosciugati, non tanto dai propri simili quanto dalla terra, che non è più madre rigogliosa, ma un padrone cattivo che sfrutta i suoi lavoranti, che toglie il sangue dalle vene, che genera stanchezza, voglia di congedarsi dalla vita. E’ così che la percepisce il contadino Rocco, simbolo di una generazione e di un modo di esistere che sta inesorabilmente morendo. Rocco i suoi campi li detesta, ma in fondo un po’ li ama, e non può tollerare che qualcuno seppellisca fuori dalla sua casa materiali tossici, che poi rappresentano il progresso e la modernità e sono quindi nemici, e in fondo sinonimi di ulteriore povertà.

Rocco incarna il mondo dei vinti, ma al mondo dei vinti Lucania contrappone un mondo che riprende a palpitare: quello di una ragazza muta e minuta che balla intorno a un piccolo albero giallo e che perfino nella miseria o nel corso di una rocambolesca fuga per i boschi, trova la voglia di sorridere. E’ Lucia, la figlia di Rocco, e vede sua madre che non c'è più da tempo osservarla e parlarle. Il film è anche il suo romanzo di formazione, il suo viaggio da un silenzio che in realtà ha una voce fortissima alla parola. Lucia è il trait d'union fra vecchio e nuovo, il legame con l'energia di madre natura e una grande consolatrice, e la metafora di un'accoglienza che sembra impossibile non solo nelle campagne, ma ovunque nel nostro presente. Ha qualcosa di magico questa ragazza, e ottima è stata la scelta di farla interpretare ad Angela Fontana, una delle gemelle di Indivisibili, altro film nel quale aveva un ruolo dal valore altamente simbolico.

Nel raccontare la sua storia di disperazioni e visioni, colpe reiterate e meschini boss locali, Roccati si prende i suoi tempi, indugia liberamente sui suoi personaggi e i suoi scenari e non si perde in virtuosismi registici. Si prende inoltre il diritto di ricorrere a campi lunghi, di abbracciare il buio e di non salvare nessuno ad ogni costo solo per darci la piacevole sensazione che vada tutto bene. E tuttavia ci lascia con il desiderio di visitarla quella landa forse ancora troppo poco conosciuta, di provare a capirne l'essenza, la brutalità e la bellezza, una bellezza che non ha nulla a che vedere con i tarallucci e il vino di un Benvenuti al Sud e che ci ha fatto ricordare quella della Sardegna raccontata da L'uomo che comprò la luna, film di tutt’altro genere che però rendeva giustizia a un territorio altrettanto carico di fascino e impenetrabilità. E’ straordinario che il cinema torni a celebrare le nostre terre, che si tenga lontano dalle città, in primis da Roma: dalle sue strade brulicanti e chiassose, dalle sue terrazze alto-borghesi e dall'autoreferenzialità della sua intellighènzia.

Lucania è stato presentato in anteprima nazionale al Bari International Film Festival 2019



Carola Proto
  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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