Le nostre battaglie Recensione

Titolo originale: Nos batailles

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Nos batailles: recensione del dramma con Romain Duris presentato in concorso al Torino Film Festival 2018

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Nos batailles: recensione del dramma con Romain Duris presentato in concorso al Torino Film Festival 2018

Le sfide della vita quotidiana sono sempre più spesso raccontate al cinema con l’uso di metafore militari, quasi che la frenesia della società di oggi le abbia rese la vera coscrizione obbligatoria, sommersa da ritmi famigliari e lavorativi ingestibili. Ecco allora che, come in ogni conflitto, si delinea un fronte esterno di trincea, quella lavorativa raccontata da In guerra di Brizé, che ignora completamente il fronte interno, quello privato e famigliare, che molto bene ha raccontato il belga Joachim Lafosse in Dopo l’amore. Si pone ora a una via di mezzo fra questi estremi, alternando lavoro e privato del suo protagonista, Guillaume Senez, vincitore nel 2015 del Torino Film Festival con Keeper, che in Nos batailles pone un’altra splendida performance di Romain Duris al centro del campo di battaglia.

Olivier si divide fra un ruolo di sindacalista nell’azienda in cui lavora, che lo impegna in una quotidiana lotta sincera contro le piccole e insopportabili ingiustizie, e una famiglia in cui la dolce moglie Laura sembra pensare a tutto, al suo lavoro e ai due figli. Fino a che crolla e sparisce, lasciandoli tutti e tre in balia della più grande delle battaglie, quella quotidiana. Una vita sconvolta dall’oggi al domani, senza neanche poter provar razionalmente, dopo un’iniziale sbandamento, un odio nei confronti di una donna che, semplicemente, non ce l’ha più fatta, più fragile e incapace di fermarsi un attimo prima di compiere un passo così tanto agognato in momenti di esasperazione. Occasione per rendersi conto dei piccoli riti domestici che aveva ignorato dedicandosi quasi completamente al lavoro. L’educazione dei figli diventa la priorità per un capo reparto che ha sempre visto la sua squadra lavorativa come il vero nucleo bisognoso di sostegno.

Senez dimostra un’abilità nel rendere realisticamente le dinamiche quotidiane fra adulti e con i bambini simile a quella del suo connazionale Lafosse, portandoci con naturalezza e coinvolgimento a vivere la ricerca di un nuovo equilibrio in un solido tavolo a cui è stata tagliata di netto una gamba.

Nos batailles non si risparmia quasi nessuna sfida a cui sottoporre la famiglia, senza mai superare la soglia dell’accanimento posticcio, sempre sostenuto nella credibilità dai suoi interpreti, compresi i bambini, riuscendo anche a delineare in profondità ogni personaggio che entra nella loro orbita. Personaggi come la zia dei piccoli, ancora una splendida interpretazione di Laetitia Dosch, nel film attrice eccentrica e piena di entusiasmo, ma di cui si intravede una grande fragilità; o la collega sindacalista di Olivier, single e non più giovanissima, su cui il peso di tanti anni di impegno a favore dei colleghi, spesso inutile, non manca di farsi sentire; o ancora la nonna, per una volta presenza discreta, ma attenta, che vede compiere al figlio gli stessi errori, e le stesse omissioni famigliari, del marito anche lui sindacalista. Tre ritratti femminili pieni di empatia e commoventi senza essere troppo esibiti, a cui aggiungere quello della moglie Laura, non solo all’inizio del film, ma anche quando in sua assenza rimane comunque una delle protagoniste, la cui personalità viene in luce attraverso la reazione dei suoi cari alla fuga.

Nos batailles è un nuovo capitolo del racconto che il cinema francese ci sta proponendo della sua società che cambia, in cui il lavoro è sempre meno stabile e con esso le vite di chi deve contare su quell’entrata. Una guerra mai ufficialmente dichiarata, ma sotto gli occhi di tutti e sempre più subdola, di cui Senez delinea una nuova battaglia combattuta senza compatirsi, sempre energica e vibrante, con la speranza che aumenta ogni volta che i soldati al fronte vedono con amore per chi e con chi la stanno combattendo.

Le nostre battaglie
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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