Le Grand Bal Recensione

Titolo originale: Le Grand Bal

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Le Grand Bal: recensione del trascinante documentario francese sull'amore per il ballo visto a Cannes 2018

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Le Grand Bal: recensione del trascinante documentario francese sull'amore per il ballo visto a Cannes 2018

Laetitia Carton ama la campagna, ama il silenzio e le persone che vivono la vita cercando un ritmo allineato con quello della natura, sicuramente molto diverso rispetto alle metropoli. Laetitia Carton è regista di documentari e, dopo aver raccontato di un fumettista che disegna la sua vita di piccole passioni di campagna, ha omaggiato un amico sordo morto da dieci anni in un documentario che gli racconta come vanno le cose nel suo paese, quello sconosciuto e affascinante della lingue dei segni.

Il successo è arrivato però con un terzo film, Le Grand Bal, presentato in selezione ufficiale allo scorso Festival di Cannes. Ancora al centro c’è la ruralità di un mondo in cui l’uomo si prende il suo tempo per riproporre quello che provocava ai suoi antenati la gioia di un mondo di comunità, in cui la condivisione aiutava a superare l’asprezza di una vita e di una natura spesso implacabiliCosa di meglio della danza, per lasciarsi andare in un moto perpetuo che in molte culture arriva a rappresentare qualcosa di mistico, ma che di spirituale ha comunque la ricerca del piacere, della gioia, della condivisione di un rito in coppia, a quattro, in cento.

Ogni anno più di duemila persone, di ogni età, classe sociale, nazionalità e abilità, si ritrovano nella campagna francese, per un’esperienza che sembra provenire da un’altra epoca, o da nessuna: Le grand bal, il gran ballo. Nel minuscolo comune da 600 anime di Gennetines, centro della Francia preciso, appena a sinistra come il cuore, si accampano tende, si organizzano strutture mobili, padiglioni e spazi per mangiare in comune. Di giorno ci si allena in laboratori di apprendimento di balli soprattutto francesi, ma anche la pizzica o le danze greche; e la sera, o meglio la notte, fino alle 5 di mattina, ci si scatena, alternando stili e compagni. Poi ecco il boeuf, il bue, una specie di after hours in cui alla fine di tutto chi rimane ancora in piede tira ancora più tardi, fino al sole alto. Il tutto per sette giorni e otto motti, con la musica rigorosamente dal vivo e la tradizione del folklore di tutta Europa che abbraccia la modernità.

Le Grand Bal è una dichiarazione d’amore nei confronti del ballo, quell’armonia nella diversità che unisce corpi in movimento di ogni tipo, genere, provenienza; uno sguardo innamorato che si apre all’altro, condivide una gioia incontrandosi e toccandosi anche non conoscendosi, fidandosi dell’istinto. Un film che asseconda “il bisogno imperioso, essenziale degli esseri umani di essere toccati”, annoiandosi quando lo si fa - ballare, intendiamo - sempre con lo stesso partner, o irrigidendosi dall’imbarazzo al pensiero di farlo con chi non si conosce. La riscoperta di un rito, laico, in una società che li ha quasi tutti persi per strada; come quello del corteggiamento, qui recuperato nell'invito di qualcuno/a a ballare, con la paura di rimanere senza partner per tutta la notte.

Una scarica di energia di gruppo, piena di gente che non ha paura di sorridere o di lasciare il cinismo e gli orpelli della vita contemporanea fuori dal recinto. Il ballo qui è cultura, ha delle radici antiche, rappresenta un inno alla vita e alla gioia che ci lascia inebriati e pieni di rinnovata energia.

Le Grand Bal
Il Trailer Italiano del Film - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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