La versione di Barney - recensione del film con Paul Giamatti

10 gennaio 2011
3.5 di 5

È stato Richard L. Lewis, produttore e regista della serie tv CSI, ad essersi accollato la responsabilità della traduzione cinematografica di un romanzo amatissimo, "La versione di Barney" di Mordecai Richler. Il libro, che pure ha avuto un successo su scala mondiale, è sempre stato particolarmente amato nel nostro paese, e non stupisc...

La versione di Barney - recensione del film con Paul Giamatti

La versione di Barney - la recensione

È stato Richard L. Lewis, produttore e regista della serie tv CSI, ad essersi accollato la responsabilità della traduzione cinematografica di un romanzo amatissimo, l'omonimo "La versione di Barney" di Mordecai Richler. Il libro, che pure ha avuto un successo su scala mondiale, è sempre stato particolarmente amato nel nostro paese, e non stupisce quindi che il film di Lewis nasca da una coproduzione tra Canada e Italia, marchiata dal lato nostrano dalla Fandango.
E per sgombrare subito il campo da ansie da adattamento, va subito detto che, se indubbiamente il passaggio dalla pagina scritta all'immagine filmata ha portato ad alcuni cambiamenti e ad alcune rinunce, i culturori dell'opera di Richler possono comunque stare tranquilli: al momento della presentazione del film al Festival di Venezia 2010, anche i fan più hardcore hanno promosso la trasposizione e, soprattutto, la scelta di affidare al super-caratterista Paul Giamatti il ruolo principale.

Proprio Giamatti - protagonista di un'ottima prova, spumeggiante e intensa come richiesto dal personaggio ma mai inutilmente sopra la righe - è una delle colonne portanti di un film che si appoggia anche ad una scrittura sicura e fluida e ad una regia priva di sbavature e svolazzi, funzionale al racconto che viene portato avanti.
Anche nella sua versione cinematografica, La versione di Barney rimane la storia di un uomo difficile e spigoloso ma allo stesso tempo generoso e sensibile. Un uomo che, di fronte ad una crisi profonda e all'avanzare silenzioso di una malattia di cui (si) avrà consapevolezza solo nel finale, si trova a ripensare con fatica e andamento sincopato a una vita lunga e tortuosa, caratterizzata da un'accusa di omicidio, tre matrimoni ma un solo grandissimo amore gettato stupidamente alle ortiche. Ma al cinema è proprio quest'ultimo aspetto della vita del protagonista ad essere il vero cuore del racconto.

Allora, ecco che La versione di Barney è leggibile - per semplificazione - come il racconto vibrante, dolente e malinconico di una grande storia d'amore che doveva e poteva finire diversamente: e non solo per la predominanza che ha da un punto di vista meramente quantitativo, ma per la ricchezza di dettagli e sfumature con cui viene raccontata. Dettagli e sfumature che tradiscono una profonda ma mai squilibrata partecipazione, una carica umana ed empatica che coinvolge e cattura.
Così, nell'amore a prima vista tra Barney e Miriam, nelle spigolosità e asprezze caratteriali di lui, nell’attaccamento sincero e necessario e negli errori che sono da perdonare come quelli che, a volte, costano caro, ci si può rapportare quasi universalmente e con forte partecipazione emotiva.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento