La prima vacanza non si scorda mai: recensione della commedia francese di Patrick Cassir

21 giugno 2019
2.5 di 5
9

Una coppia si vede una sera e decide di partire subito per una vacanza in cui succederà di tutto.

La prima vacanza non si scorda mai: recensione della commedia francese di Patrick Cassir

Si conoscono su Tinder, Marion (Camille Camoux) e Ben (Jonathan Cohen); e fino a qui rientriamo nella normalità di una commedia con tocchi di romanticismo qua e là che vuole essere al passo con i tempi e le sue modalità di corteggiamento. Quello che tenta di capovolgere, il suo autore Patrick Cassir, è la dinamica della routine che si mette in scena nella prima vacanza di coppia, che in questo caso arriva addirittura appena dopo il primo appuntamento. I due sfidano la sorte, oltre che le convenzioni, e si pongono di fronte subito un ostacolo a cui di solito si arriva almeno un po’ rodati. Non si conoscono, praticamente, e non partono per Biarritz, dove Ben era atteso per la consueta pausa in spiaggia con tutta la famiglia, o a Beirut, dove Marion doveva andare con gli amici, ma nella poco battuta, e sicuramente originale, Bulgaria.

La prima vacanza non si scorda mai, questa premessa è confermata senz’altro alla fine del film, che invece è meno efficace nel mantenere promesse di originalità nel descrivere in commedia i rapporti di coppia. Ben è abitudinario, fa sesso solo quando è ben idratato, ordinato, mentre Marion ama improvvisare, ha l’anima un po’ nomade da hippie non toccata dall’ondata hipster, e vive con due coinquilini altrettanto disordinati, come stile di vita e non solo. 

Gli opposti si attraggono, almeno all’inizio, e lo studio di conoscenza si sviluppa in parallelo con la perlustrazione antropologica di un mondo descritto con la stessa mano pesante ai limiti del razzismo con cui gli esploratori ottocenteschi descrivevano le popolazioni africane o delle foreste asiatiche. La Bulgaria è popolata da omaccioni pelosi e donnone poco raccomandabili, in modo da mettere in scena una dinamica in cui Marion trova “molto caratteristico” tutto quello che vede, al contrario dello scetticismo di Ben, soddisfatto solo quando arrivano in un villaggio all inclusive, “con tanto di braccialetto”.

Il tentativo di sottindere una denuncia delle vacanze globalizzate, effetto centri commerciale, è francamente poso riuscito, rimanendo un abbozzato tentativo residuale di dare un punto di vista meno convenzionale al genere. Peccato, visto l’affiatamento e la bravura di due attori, loro sì, poco tipicamente da commedia romantica. Rimane tutto caricaturale, ricorrendo ad abusate variazioni sul tema della cacca o del sesso per strappare una risata. Cliché in serie che disperdono il valore di alcuni momenti interessanti della prima parte, annegando nelle campagne bulgare la speranza di una commedia romantica veramente fuori dai terreni più abusati.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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