La Casa delle Bambole - Ghostland Recensione

Titolo originale: Ghostland

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La casa delle bambole: recensione dell'horror di Pascal Laugier

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La casa delle bambole: recensione dell'horror di Pascal Laugier

Una strega, un orco e una bizzarra casa piena di bambole in mezzo al nulla. Riparte da questa fiaba nerissima il percorso nel cinema dell'orrore di Pascal Laugier, che ha alternati finora horror più tradizionali, come Saint-Ange e I bambini di Cold Rock, ad opere più personali, teoriche e sofferte, come il suo (in)discusso capolavoro, Martyrs, e questo La casa delle bambole, che in originale ha il titolo più suggestivo di Incident In a Ghostland, l'incidente nella terra dei fantasmi che è quello che succede nel film ed è il romanzo rivelatore che una delle protagoniste, Beth, ci scriverà. Forse.

Quando lo intervistammo all'epoca di Martyrs, Laugier ci raccontò che quel film così bello e per certi versi insostenibile ma perfettamente metaforico era nato da una sua personale sofferenza, e che non gli piacevano gli horror che ironizzavano su se stessi ma solo quelli seri, da L'esorcista ai film di Mario Bava e Dario Argento. Anche stavolta resta fedele a questo principio, perché, nonostante qualche inattesa battuta iniziale (“la casa di Rob Zombie”), la faccenda è seria, serissima e angosciante. In La casa delle bambole Laugier torna a parlare dei temi che gli stanno a cuore sotto le spoglie di un horror godibile a più livelli di lettura, che per certi versi ricorda le atmosfere di Martyrs, a partire dalle sue protagoniste femminili, donne intrappolate in un incubo che ne strazia la mente e le carni.

Senza spoilerare una trama che merita di essere seguita con attenzione, diremo solo che la storia inizia quando due ragazze adolescenti si trasferiscono con la madre nella casa ereditata dalla zia materna. Una casa piena di cose, ma soprattutto da bizzarre e inquietanti bambole antiche. Lì, non appena arrivate, subiscono l’aggressione brutale di due misteriosi freak. Poi c’è un salto temporale in cui Beth, che fin da piccola scriveva storie dell’orrore, è una scrittrice di successo con un marito e figlio, che viene richiamata nella casa dove tutto è successo da una telefonata della sorella. Ma quel viaggio si compie forse solo nella sua mente e il peggio deve ancora arrivare.

Fin dal principio lo scollamento dalla realtà è la chiave di lettura scelta dall’autore per quello che sarebbe altrimenti leggibile solo come l’ennesimo slasher. La casa delle bambole vive di uno straniamento temporale e perfino linguistico: la madre delle ragazze è francese e viene costantemente ripresa da loro perché parli inglese e il loro piccolo e litigioso nucleo famigliare interamente femminile male si innesta in un paesaggio rurale da cui, da un momento all’altro, potrebbe davvero sbucare non solo un lupo ma anche un’avanguardia delle mostruose creature lovecraftiane. Ci sono sogni, incubi e deliri in questo film che ricorda a tratti Mulholland Drive e Il seme della follia ma che nell'alba finale - e non solo - ha anche un'eco di Non aprite quella porta e degli slasher degli anni Settanta. 

C’è una riflessione sul cinema e sulla letteratura dell’orrore e sulla responsabilità dei loro creatori e una rappresentazione mai compiaciuta dello strazio che ancora oggi colpisce e stravolge il corpo delle donne, oggettivate e trattate come bambole di stracci, martiri involontarie e vittime predestinate. Angosciante nei momenti di violenza (soprattutto psicologica) ma forse anche e soprattutto in quelli di quiete, l’opera quarta di Pascal Laugier si incide nella memoria dello spettatore con l'acutezza tagliente di un bisturi, costringendolo a riflettere e a scavare nell’inconscio di una storia che confonde i piani di realtà e fantasia, mette in scena paranoia e razionalità, fa paura e crea inquietudine e diventa alla fine anche un bel manifesto teorico di cosa il cinema dell’orrore è in grado di fare quando è in mano a un autore che non cerca solo di spaventarci con facili effetti ma ci tratta da adulti.

La Casa delle Bambole - Ghostland
Il Nuovo Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD
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Daniela Catelli
  • Saggista e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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