L'amore a domicilio: recensione della commedia romantica con Miriam Leone e Simone Liberati

01 maggio 2019
3.5 di 5
97

Anche un po’ heist-movie, il film di Emiliano Corapi indaga la paura di rischiare in amore.

L'amore a domicilio: recensione della commedia romantica con Miriam Leone e Simone Liberati

Mamma mia quanto è rock Miriam Leone, e lei di certo lo sa. Lo è sempre stata un po’ rock la bella ragazza siciliana che da un po’ seguiamo volentieri sia al cinema che in tv. Ne L'amore a domicilio di Emiliano Corapi, Miriam è super rock, e anche maledetta e "cool "come Bonnie di Bonnie e Clyde perché è quasi una gangster, che però, dopo una rapina andata male, si ritrova agli arresti domiciliari non nella California di San Quentin ma a San Giovanni a Roma, in una casa dove un poliziotto dal cuore tenero viene a bussare per controllare che ci sia. La sua Anna, come una principessa impertinente dai capelli rossi, ha la matita nera sfumata sotto gli occhi e non butta le trecce dalla finestra, piuttosto lancia i suoi strali, a distanza ravvicinata, contro un assicuratore imbranato che le dà un passaggio in un giorno di permesso. Il ragazzo si chiama Renato e, proprio come il personaggio di una canzone di Mina del 1962, è "carino ed educato", ma è anche un pavido, uno che da bambino moriva di ansia e preoccupazione al pensiero che qualcuno gli rubasse la bicicletta e che si sentiva talmente scomodo nella sua angoscia da ritrovarsi a provare un senso di sollievo il giorno che qualcuno gliela portò via.

E’ questa paura di avere e di godersi una cosa bella lo spunto del film di Emiliano Corapi, di cui nel 2012 avevamo apprezzato il thriller Sulla strada di casa, il che, tradotto in amore, significa il timore di vivere una relazione con una donna di cui non ci si sente all'altezza e che ci sfugge continuamente. Ma Renato Anna la può controllare, visto che è una bambolina chiusa in uno scrigno del quartiere Appio-Latino, e per due anni può permettersi di "volare" prima che la femme fatale gli squagli le ali abbandonandolo. La sua love-story non viene raccontata in maniera sdolcinata, anche se il regista accosta al realismo i modi della favola. Piuttosto si snoda all'interno di una commedia scatenata dove si ride per la goffaggine e per l'ingenuità del personaggio, quasi verdoniano nei suoi sorrisi innamorati e nei suoi sguardi adoranti, e per l'arrivo di un ex di Anna che è evaso dal carcere e sta organizzando il colpo del secolo.

Ecco dunque farsi strada, nel racconto di una quieta quotidianità, l'heist movie, una parte action che si rivela oltremodo spassosa affidata com'è a Fabrizio Rongione, meraviglioso "losco figuro". Le scene che lo vedono protagonista sono godibili, tuttavia la parte del film che ci piace di più è quella malinconica, che fa capolino nel rapporto che Renato ha con il padre e nella vita triste e dimessa di quest'ultimo, uomo dal cuore spezzato che ha smesso di vivere e che gira con un carrellino scozzese per la spesa come un pensionato. A fare da contrappunto a questa relazione figlio-papà, che si basa sull'affetto e sulla solidarietà, è il rapporto burrascoso fra Anna e sua madre, dinamica che nel film è un po’ troppo semplificata e i cui mutamenti sono eccessivamente repentini.

E’ molto più profondo di quanto non si pensi L'amore a domicilio, che va giustamente a scomodare Dante Alighieri e quel suo verso del V° canto dell'Inferno "Amor ch'a nullo amato amar perdona" per sottolineare che chi è inondato di amore non può a sua volta non riamare. Forse lo sapevamo già, ma è difficile parlare d'amore al cinema senza essere banali, e banale il film di Corapi non lo è (e non lo sarebbe già per la scelta di una protagonista prigioniera per legge delle sue mura), non lo è perché con onestà mette i personaggi di fronte alle loro meschinità e i loro opportunismi e, dopo aver tirato fuori i loro difetti, fa sì che a predominare sia la loro parte migliore. E poi ribalta i ruoli, e, se ci riesce, è perché la ragazza rock di cui sopra e Simone Liberati sanno cambiare pelle, sguardo ed espressione, e così ci regalano un'ora e mezza piacevole e ritmata.

L'amore a dimicilio è stato presentato in anteprima internazionale al Bari International Film Festival 2019.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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