Julie e Julia, la recensione del film di Nora Ephron con Meryl Streep

22 ottobre 2009

Lungometraggio che fa dei buoni sentimenti la sua ragione primaria , Julie & Julia è un veicolo messo al servizio del nuovo volto di Meryl Streep, icona che si è riciclata ad una comicità istrionica al limite della gigioneria. Privo di reali conflitti drammaturgici, il film è un veicolo commerciale preciso e funzionale, che avrebbe pot...

Julie e Julia, la recensione del film di Nora Ephron con Meryl Streep

Julie e Julia, la recensione del film di Nora Ephron con Meryl Streep

Seppur notevolmente scaduta a livello di qualità delle interpretazioni e scelta delle pellicole, è indubbio che Meryl Streep abbia compiuto un'impresa geniale nel riciclarsi come attrice comica, o meglio come icona di un certo tipo di cinema passato, "serio", che si diverte a smentire la propria immagine passando al lazzo istrionico. Basta ricordare il funzionale Il diavolo veste Prada ed il più sconclusionato Mamma mia! per capire come la Streep abbia definitivamente deciso di giocare con il suo mito, sbeffeggiandolo forse oltre quanto le veniva effettivamente richiesto dall’industria hollywoodiana. A confermare questa ipotesi arriva anche Julie & Julia di Nora Ephron, commedia culinaria che chiude questa quarta edizione del Festival di Roma. La regista, in passato sceneggiatrice di gran classe - Silkwood, Heartburn, Harry ti presento Sally - mette al servizio della diva il veicolo perfetto per poterle lasciare esprimere questa sua trovata vena comica, avendo per di più l'intelligenza di affiancarle una spalla perfetta come Stanley Tucci, attore che con la sua prova sommessa ed elegante funziona da superbo contraltare alla prova sopra le righe e vagamente compiaciuta della Streep. Coprotagonista di questa commedia ambientata in due differenti piani geografici e temporali anche la neodiva Amy Adams, piccola e gentile, che nel corso della storia viene però progressivamente messa in secondo piano poiché costretta in una trama più scontata, dai risvolti non funzionali, edificanti ma non molto di più.
Pur essendo confezionato con la doverosa cura, Julie & Julia si prolunga per due ore in maniera a tratti stentata, in quanto la sceneggiatura non possiede veri e propri conflitti interni, né ai personaggi né tanto meno alla vicenda. Incapace di tenersi lontano da alcuni momenti zuccherosi, il film è un prodotto esplicitamente realizzato per un pubblico femminile ed adulto, quindi fortemente targhettizzato. Il successo al botteghino americano è stato molto più che lusinghiero, quindi la scommessa commerciale è ancora una volta vinta, bisogna ammetterlo. Quanto però alla resa artistica, Julie & Julia lascia alla fine della proiezione la sensazione che col materiale a disposizione –attori, storia, la stessa Nora Ephron – si sarebbe potuto trarre qualcosa di migliore. Speriamo comunque che la Streep sfrutti questi suoi ultimi successi economici per dedicarsi in futuro (prossimo, per favore...) a pellicole di maggiore impatto. Chiudiamo però con una cosa che davvero vale la pena sottolineare del film, e cioè lo strepitoso cammeo di Dan Aykroyd su cui è meglio non svelare altro...



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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