Jennifer's Body, la recensione del film con Megan Fox

09 dicembre 2009

Stroncato dalla maggior parte dei critici americani, il teen-horror con Megan Fox Jennifer’s Body è un film gradevole e pieno di spunti. Ha suscitato la nostra curiosità per la molteplicità delle chiavi di lettura e per la commistione di suggestioni cinematografiche.

Jennifer's Body, la recensione del film con Megan Fox

Jennifer's Body - la recensione

Cominciamo dicendo che Jennifer's Body piacerà soprattutto al pubblico femminile, non solo perché è stato scritto da una donna (Diablo Cody) e diretto da un’altra donna (Karyn Kusama), ma soprattutto perché si tratta del primo horror raccontato da un punto di vista femminile – quello di Needy, l’amica del cuore del mostro. Inoltre, se sulle prime il film appare come un semplice teen-movie che si tinge di sangue, in realtà finisce per essere anche una riflessione politica sull’ambiguo ruolo che la donna contemporanea viene chiamata a ricoprire nella società occidentale.

In altre parole, la sensuale Jennifer, percepita unicamente come un corpo, e la brava studentessa Needy non sono altro che le due parti che una ragazza dovrebbe interpretare nella vita a seconda delle occasioni. In questo senso, diventando un demone divora-uomini, la protagonista del film si prende una feroce rivincita contro il maschilismo imperante di un mondo che la considera una bambola stupida. Poco importa che Jennifer stupida lo sia per davvero, talmente stupida da affittare il DVD dell’insulso Acquamarine o da guardare lezioni di aerobica alla televisione. L’importante è che il personaggio attui una sua personalissima ribellione, e se le vittime sono un emo pieno di piercing o un robusto e ottuso giocatore di football … tanto meglio.

Senza mai sfociare nell’analisi sociologica, Jennifer’s Body si trasforma così in un ritratto dei drammi dell’adolescenza, età infernale in cui il corpo subisce continue “mutazioni” e la guerra fra i sessi si fa crudele, assoluta. E’ come se Diablo Cody avesse cercato un’originale vendetta contro i suoi vecchi compagni di scuola. Lo ha fatto senza tuttavia perdere mai di vista uno humour nero davvero efficace nonché le regole di un genere considerato ormai sacro.

E’ interessante il modo in cui la sceneggiatrice si è avvicinata all’horror, accostandogli commedia, cultura pop e sana e intelligente cattiveria. Questo sapido miscuglio trova la sua espressione più felice nel modo di esprimersi dei personaggi, fatto di dialoghi al vetriolo, doppi sensi, neologismi che prendono in prestito qualcosa dalla musica, dal cinema e dal fumetto. Come Buffy l’ammazzavampiri di Josh Whedon o un romanzo di Joe Lansdale, Jennifer’s Body è davvero ricco di spunti contenutistici e riferimenti culturali, a cui, fortunatamente, corrisponde un linguaggio visivo ricco e complesso. Da fan accanita di film dell’orrore e maniaca della tecnica cinematografica, Karyn Kusama si è presa il lusso di alternare il naturalismo all’espressionismo. La sonnacchiosa cittadina del Minnesota in cui la vicenda si svolge smette improvvisamente di essere una tipica ambientazione da telefilm per tramutarsi uno scenario gotico in cui la natura, diventata nera e notturna, svela tutta la sua malignità.

Vale la pena, insomma, di andare a vedere Jennifer’s Body, e se lo spettatore non dovesse cogliere tutti questi significati profondi, potrà comunque dire di aver passato due ore in compagnia della divina Megan Fox, bella da togliere il fiato e decisamente più passionale di certi algidi vampiri che vanno tanto di moda.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
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