Italia 1982 - Una Storia Azzurra: recensione del documentario sulla squadra che vinse i Mondiali di Calcio in Spagna

11 luglio 2022
3.5 di 5

Italia 1982 - Una storia azzurra è un documentario commovente e nostalgico al punto giusto, ma non retorico, che ci racconta un altro paese, un altro calcio e altri uomini sullo sfondo di un periodo storico turbolento e cupo.

Italia 1982 - Una Storia Azzurra: recensione del documentario sulla squadra che vinse i Mondiali di Calcio in Spagna

Quando si racconta una vicenda già nota, in particolare in un documentario, la cosa più importante è avere una prospettiva, un punto di vista possibilmente nuovo e un'interpretazione dei fatti a cui pochi avevano pensato. Tutto ciò è presente nel film di Coralla Ciccolini Italia 1982 - Una storia azzurra, che esce nel giorno del quarantesimo anniversario della finale dei mondiali di calcio in Spagna. Quel campionato fu certamente il più seguito dell’ultimo mezzo secolo e forse anche il più glorioso, perché erano i tempi non solo di Cabrini e Zoff ma anche di Maradona che giocando ballava un tango sensuale, di Zico e di Socrates, e del temutissimo tedesco biondo Rummenigge. All'epoca Il calcio, anche grazie al cinema (pensiamo a Il secondo tragico Fantozzi) era un grande romanzo popolare nonché una forma d’arte, se l’arte, come dice Franco Selvaggi, è ciò che suscita un'emozione. E infatti c'è tanta emozione in Italia 1982, accanto all'idea, giustissima, che la vittoria dei Mondiali portò il nostro paese a riconciliarsi con la propria storia e a sentirsi di nuovo grande, e quindi a uscire dai terribili Anni di piombo. E già, perché, alla fine degli anni Settanta e al principio degli Ottanta, c'erano i rossi e i fascisti, c'erano le bombe sui treni e i cinema venivano incendiati, e guai ad andare nel quartiere sbagliato.

Chi all'epoca non c’era, sentirà raccontare questa storia da Marco Tardelli, che del film è uno dei protagonisti, uno dei distinti gentiluomini a cui è affidata la rievocazione di memorabili partite. Gli fanno compagnia Fulvio Collovati, Dino Zoff, Bruno Conti, Giuseppe Dossena, Claudio Gentile. Le loro voci, che sono davvero l'anima del doc, si armonizzano in una partitura fluida, una sinfonia a ragione nostalgica che parte quasi in sordina e si conclude con una canzone che commuove Bruno Conti e anche noi. Non a caso, prima che ex calciatori e fascinosi sessantenni, i Campioni del Mondo 1982 ci appaiono come gli eroi di una battaglia comune, fatta di amicizia, chiasso a notte fonda, spirito di corpo e soprattutto di coraggio, perché come un sol uomo i nostri decisero, dopo essere stati offesi da quasi ogni testata all'indomani del pareggio con il Camerun, di non parlare più con i giornalisti, scegliendo il loro portavoce nel capitano Zoff, che tra l'altro aveva un parlare cantilenante e padroneggiava poco la sublime arte oratoria.

Quel silenzio stampa è il primo indizio, nel film, di un mondo migliore del nostro, "dove la vita era più facile e si potevano mangiare anche le fragole", dove chi scriveva per un quotidiano o conduceva una trasmissione televisiva aveva libertà di opinione e di espressione, dove non c’era nessun tramite fra intervistatore e intervistato, e dove chi insultava un allenatore di calcio riceveva una sberla e due giocatori illustri (Scirea e Zoff) dividevano la camera d’albergo ed erano vittime di scherzi da parte dei compagni di squadra, che erano partiti da Alassio, più che con la voglia di vincere, con il desiderio di stare insieme.

Anche il calcio, ça va sans dire, era migliore, così come i calciatori, che non erano rockstar dal corpo tatuato e dal taglio di capelli improbabile né femminucce attaccate alle gonne di lungimiranti addetti stampa. La Ciccolini, ovviamente, non dichiara apertamente la sua predilezione per il prima, né lo fanno i compagni di squadra del grandissimo Paolo Rossi, e alla fine ciò di cui si sente la mancanza non sono il Sì Piaggio, le radioline e l’iconografia pop di quel decennio, ma l'ottimismo nonostante tutto, il trasporto, l’amore per l’Italia e il senso di responsabilità, la fiducia nel prossimo e un cuore grande, la resilienza e la favolosa presunzione di poter cambiare il mondo, anche attraverso la leggerezza, l'allegria e un incanto quasi infantile.

Ha un ritmo snello Italia 1982 - Una storia azzurra, e sempre più incalzante, a sottolineare la trepidazione crescente della squadra e del paese intero man mano che la finale si avvicinava, e la conseguenza è che anche lo spettatore che nel 1982 non era ancora nato sente salire la tensione dentro di sé, ammaliato da bellissime immagini di repertorio e dalla mai dimenticata voce di Nando Martellini, che non urlava come un ossesso, come si usa oggi quando un nostro giocatore segna, ma preferiva gioire con educazione. Educazione: ecco la parola che meglio si addice ai guerrieri in calzoncini che sull'aereo presidenziale giocavano a Scopa con Sandro Pertini. Il documentario che narra le loro gesta, proprio come l'Eneide che racconta la guerra greco-troiana, dovrebbe andare nelle scuole: per insegnare ai ragazzi il fair play, il rispetto per l’avversario, un po’ di sano cameratismo, l’essenzialità, la generosità, l’empatia e la pietas.



  • Giornalista specializzata in interviste
  • Appassionata di cinema italiano e commedie sentimentali
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento