Innocenti bugie - recensione del film con Tom Cruise e Cameron Diaz

05 ottobre 2010
3 di 5

Il ritorno della coppia glamour Tom Cruise/Cameron Diaz è una action/comedy confezionata su misura per le due star. James Mangold dirige un film spigliato e divertente finché gioca sull’ironia di situazioni e personaggi, un po’ meno quando si prende sul serio e vuole competere con gli spettacoli hollywoodiani più roboanti. Un prodotto ...

Innocenti bugie - recensione del film con Tom Cruise e Cameron Diaz

Innocenti bugie - la recensione

A nove anni dal sottovalutato Vanilla Sky di Cameron Crowe si riforma la coppia Tom Cruise/Cameron Diaz, questa volta impegnata in una commedia d’azione che appare appositamente ideata a strutturata per rilanciare la carriera delle due star, ultimamente un po’ in ribasso al botteghino.
Entrambi infatti ritrovano in questo film i “tipi fissi” che meglio hanno saputo esplorare nei loro lavori precedenti, e che li hanno portati ad ottenere i maggiori successi di pubblico. La Diaz veste nuovamente i panni della ragazza carina ma un po’ impacciata, insicura nella vita e soprattutto nelle questioni sentimentali. Cruise invece ripropone in versione più simpatica e divertita il suo cavallo di battaglia, la spia dal volto umano che diventa invincibile quando si tratta di passare all’azione.

Fin dalle prime scene Innocenti bugie riesce a conquistare l’attenzione e solleticarne il divertimento grazie all’evidente dose di autoironia che i due attori mettono nell’interpretare i propri ruoli: in un momento in cui il cinema mainstream americano sembra prendersi molto sul serio – salvo non riuscire poi a supportare questa seriosità con la necessaria funzionalità narrativa – vedere due star come Cruise e la Diaz che scherzano sulle proprie icone in alcuni momenti è piuttosto intrigante. In particolare l’attore regala alla figura di Roy Miller una lucida follia che lo rende immediatamente simpatico, insistendo in maniera sicuramente furba ma funzionale sulla presunta “eccentricità” della spia reietta: nel caratterizzarlo in questo modo Cruise sembra strizzare l’occhio divertito alle sue recenti vicende personali, che a detta di molti hanno influito sul calo di popolarità che ha subito negli ultimissimi anni.

Nei momenti in cui l’ironia e la leggerezza con cui Innocenti bugie è stato improntato viene meno, soprattutto nella parte finale, ecco che il film perde di presa sul pubblico. Ciò è imputabile anche alla regia di James Mangold, cineasta che da sempre dimostra una certa solidità nel costruire storie e personaggi ma anche alcuni limiti quando si tratta di impostare scene movimentate.
Non fosse stato per un chiusura abbastanza farraginosa nello sviluppo ed esteticamente meno coinvolgente, Innocenti bugie sarebbe diventato un prodotto pienamente riuscito: la confezione è senza dubbio meritevole, sviluppata secondo un gusto cinematografico che strizza l’occhio al cinema del passato e ne ripropone con scioltezza alcuni stilemi. Un altro punto a favore nella messa in scena di Mangold sta nell’utilizzo elegante delle ambientazioni europee, in particolar modo le scene girate in Austria. Ed almeno una sequenza, più precisamente quella iniziale dentro l’aereo, è assolutamente spassosa.



  • Critico cinematografico
  • Corrispondente dagli Stati Uniti
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