Il truffacuori - la recensione della commedia francese

09 febbraio 2011
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Lui di mestiere viene pagato insieme alla sua allegra società per far scoppiare delle coppie “sbagliate”. Per far ravvedere le donne nei confronti di partner sbagliati. È un sabotatore di coppie in cui la donna è infelice. Lo fa con un’etica. Fino a quando non verrà ingaggiato per intervenire su un matrimonio che si dovrà celebrare dop...

Il truffacuori - la recensione della commedia francese

Il truffacuori - la recensione

Lui di mestiere viene pagato insieme alla sua allegra società per far scoppiare delle coppie “sbagliate”. Per far ravvedere le donne nei confronti di partner sbagliati. È un sabotatore di coppie in cui la donna è infelice. Lo fa con un’etica. Fino a quando non verrà ingaggiato per intervenire su un matrimonio che si dovrà celebrare dopo pochi giorni. La lei in questione, però, ovviamente farà scattare qualcosa nel cinico professionista dell’amore spezzato.
Sono le premesse de Il truffacuori di Pascal Chaumeil, una commedia francese che dimostra la solidità del cinema medio da quelle parti. L’esistenza di un’industria che riesce a creare prodotti medi di buon livello. Un prodotto di assoluta dignità, con una storia sicuramente prevedibile, ma che sta in piedi, con degli attori convincenti e buoni tempi comici. Conferma una tendenza, portata avanti da molte commedie hollywoodiane (ma anche da noi con Fausto Brizzi), alla rievocazione nostalgica dei riferimenti culturali pop tipici degli anni ’80. Identificato il target di riferimento qui si sospira abbondantemente ricordando Dirty Dancing e il suo immaginario, ma anche gli Wham! con George Michael. Addirittura è in prima persona un’icona degli anni ’80 come Vanessa Paradis la protagonista femminile del film. La diva bambina di "Joe le taxi". Insieme a lei un Romain Duris in un ruolo più leggero di quelli a cui ci ha abituato, più vicino allo studente in giro per l’Europa de L’appartamento spagnolo.

Il truffacuori è un sali e scendi lungo una cornice raffinata come Montecarlo che è un elemento importante di un film che come ogni commedia dipende molto dalla qualità del cast di contorno. Allora un plauso a due fuoriclasse come Julie Ferrier e François Damiens, con quest’ultimo che ha ottenuto una nomination ai César per il ruolo. La regia di Pascal Chaumeil, che viene da televisione e pubblicità ed è della scuola Besson, riesce a stare dietro agli attori contribuendo ad un ritmo generale ben calibrato del film.

Permetteteci una certa perplessità, però, sulla credibilità nel ruolo di donna dallo charme assoluto di Vanessa Paradis. Denti a parte, onestamente ci risulta difficilmente credibile come la splendida e fascinosa donna che farà finalmente cedere un professionista del corteggiamento come Romain Duris. Poi un peccato veniale, ma enologicamente criminale. La protagonista è una raffinata sommelier esperta di grandi vini. Peccato però che in una scena cruciale pasteggi allegramente vino rosso mangiando una pasta col pesce!
Il truffacuori è cinema d’industria, una commedia romantica con chiari limiti e un target di riferimento ben preciso. Ma le premesse sono oneste così come il risultato.



  • critico e giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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