La Quietud: recensione del film di Pablo Trapero con Bérénice Bejo e Martina Gusman visto a Venezia 2018

02 settembre 2018
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Dopo il premiato El clan il regista argentino torna con una storia di due sorelle.

La Quietud: recensione del film di Pablo Trapero con Bérénice Bejo e Martina Gusman visto a Venezia 2018

La famiglia è ancora al centro del racconto cinematografico di Pablo Trapero, a pochi anni di distanza dalla poco raccomandabile combriccola de Il clan. Dalla visione patriarcale a quella matriarcale e tutta al femminile de La Quietud, nome dalla chiara connotazione ironica della sontuosa proprietà nella florida campagna fuori Buenos Aires in cui la famiglia protagonista si trova a vegliare il ricco avvocato capo famiglia, in coma irreversibile dopo un ictus. Per l’occasione torna a casa anche la primogenita, Bérénice Bejo, rimasta a vivere a Parigi dopo il ritorno della sorella minore e dei genitori in Argentina alla fine della dittatura militare.

Trapero inizia il suo racconto con un passo lieve e quasi spensierato, con le due sorelle che si ritrovano, due anime così vicine da non far immaginare alcuna nuvola fra di loro; ricordano i tempi andati, si lasciano andare a una dimestichezza fisica e tattile che arriva a un gioco masturbatorio tanto libero dai tabù quanto prossimo all’incesto.

Basta la prima cena con la madre, però, per capire come tra di loro ci siano molti non detti, dei traumi appesantiti da decenni di silenzi, che rendono l’atmosfera del film più pesante, alternando momenti di giocose infedeltà, di ricomposizione del nucleo famigliare secondo criteri di libera associazione, senza schemi morali, a una sequela sempre più ingestibile di piccoli e grandi drammi. “Impossibile parlare di oggi, senza ricordare il nostro passato”, ha detto Trapero riferendosi all’incombente peso di un segreto, in realtà presto prevedibile, che incombe sulla vita borghese e senza pensieri della famiglia de La Quietud.

Parlando di Argentina, il passato non può che rievocare l’ESMA, la tristemente celebre sede della Scuola di meccanica dell’esercito, e la dittatura militare che sconvolse il paese fra il 1976 e il 1983, pagina non pienamente affrontata e ferita ancora da rimarginare. Quello che non convive in armonia è proprio quello doppio registro, portato avanti fino a banalizzare la riflessione politica e rendere il rapporto così inedito e a suo modo estremo fra le donne del titolo un capriccio. Costrette a costanti sbalzi di umore, a esplosioni isteriche impreviste, Martina Gusman e Berenice Bejo dimostrano la loro solita eleganza attoriale, oltre a una sorprendete somiglianza fisica. Peccato per la deriva, scatenata come da luogo comune delle sceneggiature poco fantasiose da un incidente stradale, talmente piena di scene madri ed eventi di svolta da rendere sempre più difficile l'ìmmedesimazione dello spettotore in questa famiglia allargata. A quel punto diventa tutto scade nel grottesco e nel risibile più che nel drammatico.

Il Segreto di una Famiglia
Il Trailer Italiano Ufficiale del Film - HD


  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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