Il segnato - la recensione del film horror

21 gennaio 2014
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Christopher Landon, autore di Paranormal Activity 2, 3 e 4, scrive e dirige anche questo spin-off della serie

Il segnato - la recensione del film horror

Nel lontano 1999, un piccolo film indipendente presentato al Sundance Film Festival e diretto da due giovani registi, travolgeva il mondo del cinema horror. Preceduto da un'astuta campagna di marketing virale sul web, The Blair Witch Project faceva presa sulla voglia di spaventarsi di un popolo da sempre suggestionabile, che dopo aver creduto mezzo secolo prima all'invasione marziana annunciata da Orson Welles non ebbe problemi a prendere per vera la storia dell'esistenza di una presenza maligna nei boschi del Maryland e della misteriosa scomparsa di una troupe di giovani documentaristi, le cui riprese ritrovate e montate cronologicamente costituivano il film.

Rivisto 15 anni dopo, The Blair Witch Project appare ancora geniale, nonostante l'invasione di decine (centinaia?) di pretestuosi found footage movies, più sobbalzanti dei più rigorosi film del Dogma e sempre meno spaventosi. Daniel Myrick e Eduardo Sanchez all'epoca certo non immaginavano quanto numerosa sarebbe stata la loro infernale progenie. Discende direttamente da quell'illustre capostipite la serie ultra low-budget ed estremamente redditizia di Paranormal Activity, inaugurata nel 2008 da Oren Peli. Prima del quinto film “ufficiale” arriva sugli schermi questo spin-off dichiaratamente ed esplicitamente mirato al folto pubblico latino degli States.

Il “segnato” del titolo è un diciottenne neo diplomato, Jesse, oggetto principale della possessione, presentato all'inizio del film come il classico adolescente senza pensieri. Sfortuna però vuole che abiti proprio sopra casa di una bruja e che dopo la morte della donna, decida assieme a un amico di andare ad esplorarla (una bizzarra variazione: stavolta la presenza del demone non si manifesta attraverso la classica tavoletta Ouija che tutti gli americani sembrano avere in casa, ma col Simon, il gioco elettronico cult degli anni Ottanta). Come accade in ogni horror che si rispetti i protagonisti all'inizio non si interrogano più di tanto sui misteriosi accadimenti che li coinvolgono, anzi, li riprendono e li caricano su Youtube. Quando la situazione è da un pezzo precipitata, per cercare di sottrarre Jesse alle forze del male, i suoi amici non esitano ad affrontare – alla cieca - un'intera congrega di streghe.

Se fino ad ora nei film della serie si era cercato di mantenere una certa plausibilità per giustificare le riprese video, qua la sospensione dell'incredulità viene mandata allegramente a farsi benedire. Non si capisce infatti perché il protagonista faccia della videocamera un'estensione del proprio corpo dall'inizio alla fine, sia che scappi inseguito da streghe assassine o venga attaccato dall'ormai invasato amico mentre guida, quando il primo istinto di qualsiasi essere umano sarebbe quello di usarla per difendersi o di gettarla per correre più velocemente. Ed è un mistero (soprannaturale?) anche la qualità tutto sommato accettabile delle immagini in queste circostanze.

Ma a un film del genere lo spettatore ideale – il ragazzino che magari guarda i programmi tv sui “veri” ghostbusters - non chiede logica o raffinatezza di scrittura e accoglierà di buon grado le facili risate, le prevedibili sorprese, la sarabanda finale e la conferma che tutto, nel mondo di Paranormal Activity, è interconnesso e si ripete a loop, all'infinito, come quegli incubi dai quali non riusciamo a svegliarci. Non è un caso che il film ricordi le attrazioni dei parchi tematici in cui attori mascherati da mostri inseguono per qualche minuto teenager urlanti e ridacchianti. Chi paga il biglietto ed entra sa già che si tratta di uno spettacolo a buon mercato, breve e non verosimile, ma non lascerà certo che sia questa consapevolezza a rovinargli il divertimento con gli amici.

 




  • Saggista traduttrice e critico cinematografico
  • Autrice di Ciak si trema - Guida al cinema horror e Friedkin - Il brivido dell'ambiguità
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