I segreti di Osage County - la recensione del film con Julia Roberts e Meryl Streep

28 gennaio 2014
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Un cast all-star per la pellicola tratta dalla piece di Tracy Letts.

I segreti di Osage County - la recensione del film con Julia Roberts e Meryl Streep

Beverly Weston, anziano e alcolizzato nella sperduta contea di Osage in Oklahoma, provvede all'assunzione di una badante per la sua debordante moglie Violet, malata di cancro ma sempre polemica e prevaricatrice. Fatto questo, sparisce dalla circolazione e si suicida. La morte improvvisa di Beverly richiama la combattiva figlia Barbara, l'alienata Karen e tutto il resto della famiglia, tra mariti, fratelli, amanti, sorelle e nipote. Reggeranno all'impatto?

Festen, Parenti serpenti, A casa per le vacanze, Un matrimonio... in tutte le cinematografie, in tutte le epoche, la struttura di I segreti di Osage County è una garanzia per gli spettatori: c'è l'identificazione (chi non ha mai avuto una riunione familiare burrascosa, magari con rivelazioni?) e c'è la possibilità di lasciare gli attori a briglia sciolta. Se questi attori in particolare sono anche dei mostri sacri da Actor's Studio, meglio ancora. Sotto la guida timida e non molto personale di John Wells, questa strategia ultracollaudata incontra in I segreti di Osage County un testo del commediografo Tracy Letts (vincitore del Pulitzer), da poco autore anche del Killer Joe di William Friedkin.

Mattatrice è Meryl Streep, la cui energia istrionica viene spesa nel definire un personaggio che travolge tutto e tutti come un caterpillar, usando la propria infanzia difficile come scusa per un disprezzo totale della sensibilità altrui. Ben delineato è il percorso interiore della Barbara di Julia Roberts, che a parole si sente lontanissima dalla durezza di sua madre, ma che nei fatti e nei comportamenti ne ripercorre le orme di solitudine e rabbia.
A prescindere da questo elemento riuscito, I segreti di Osage County rispetta però senza sorprese le premesse di questo tipo di operazione.
Il cast all-star è di una qualità tale da non poter mai sbagliare la resa di una battuta, ma allo stesso tempo è proprio il copione che non riesce a evitare il peso degli schematismi, sfiorando la vera e propria macchietta per alcuni personaggi (soprattutto quelli di Cumberbatch e Mulroney). Ne consegue un film corretto ma che non s'innalza dal dramma familiare medio.

Da vedere in lingua originale, anche per capire che caratteristi eccezionali come Chris Cooper o Julianne Nicholson possono, con l'asciutto controllo di poche battute, farsi notare quanto e forse persino di più di una Streep.



  • Giornalista specializzato in audiovisivi
  • Autore di "La stirpe di Topolino"
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