I ragazzi stanno bene - la recensione del film di Lisa Cholodenko

07 marzo 2011
3.5 di 5
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Arriva nelle nostre sale il film che, dopo essere stato presentato al Sundance e al Festival di Berlino del 2010, è stato candidato a 4 Oscar. Una commedia intelligente, ben scritta e ottimamente recitata.

I ragazzi stanno bene - la recensione del film di Lisa Cholodenko

I ragazzi stanno bene - la recensione


Joni e Laser sono i due figli di una coppia lesbica, Nic e Jules. Quando Joni è in procinto di partire per il college, il fratello le chiede di scoprire chi sia il loro padre naturale, un donatore di sperma rimasto fino a quel momento anonimo. S’imbattono così in Paul: ma l’arrivo dell’uomo nelle loro vite e in quella delle loro madri altererà gli equilibri familiari in maniere insospettabili.

È una commedia dai toni delicati e priva di fastidiose e scontate retoriche del genere (indie), quella firmata da Lisa Cholodenko. Tutta incentrata sulle dinamiche relazionali di una famiglia che di atipico non ha proprio nulla, che condivide le medesime problematiche della "normalità" eterosessuale e che sembra essere a tratti più tradizionalista di quelle "tradizionali". Ma che è al tempo stesso cosciente della propria individualità e delle proprie particolarità, dove le questioni di genere valgono come differenza tanto quanto altri tipi di distinzione in situazioni diverse.
In The Kids are All Right, infatti, l’essere lesbiche di Nic e Jules ha sicuramente una valenza, ma questa è principalmente narrativa, e dove tocca questioni tematiche e di contenuto lo fa con un equilibrio e una sostanziale sobrietà che rifugge dai facili stereotipi o dalle caratterizzazioni più o meno volontariamente macchiettisti che troppo spesso si affacciano sullo schermo in film di questo genere.

La Cholodenko, anche sceneggiatrice con Stuart Blumberg, non nasconde (né vuole d’altronde farlo) il grande affetto che prova per tutti i suoi personaggi: grazie a questo, e alla sua sensibilità personale, azzecca i toni e le situazioni di un film che alterna momenti di grande tenerezza ad altri tipici della commedia più scanzonata. Ragionando non solo sull’idea di famiglia e sulle sue nuove forme con spirito progressista e intelligenza, senza militanze fuori contesto, ma riuscendo anche a imporre nell'equilibrio narrativo la storia di un coming-of-age che riguarda sia Joni e Laser che, per alcuni versi, il personaggio di Paul.

E se vanno sicuramente riconosciuti i meriti della regista, altrettanto va fatto per un cast davvero notevole: Julianne Moore, Annette Bening e Mark Ruffalo si confermano gli ottimi interpreti, e Mia Wasikowska e Josh Hutcherson sono oramai più che ottime promesse per il futuro. Tutti (insieme) regalano ai loro personaggi la possibilità di amplificare la personalità sincera e lo spessore emotivo già garantiti da un copione davvero degno di lode.



  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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