I Croods, la recensione del nuovo film della DreamWorks Animation

20 marzo 2013
3.5 di 5
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Un film d'animazione dallo spirito chiaramente progressista ambientato nel contesto di una preistoria in acido. Il film uscirà in Italia il 21 marzo prossimo distribuito dalla Twentieth Century Fox.

I Croods, la recensione del nuovo film della DreamWorks Animation

Dovrà ricredersi chi, a giudicare dalle prime immagini o dai primi trailer, guardava a I Croods con scetticismo, considerandolo un poco utile ibrido tra i Flinstones e la saga di Ice Age, per giunta con un tratto e uno stile di disegno a primo acchitto non particolarmente invitante.
Perché il nuovo alfiere della DreamWorks Animation è capace di sorprendere in positivo, sia per la storia che racconta che, soprattutto, per l’immaginario visivo e umoristico che evoca.

Altro che Ice Age: guarda a tutt’altro l’avventura che vede protagonista la famiglia del titolo, neandertaliani evoluti che nella loro fuga dalla catastrofe che sta sconvolgendo la Terra primitiva si trovano a dover seguire un giovane solitario esemplare di homo sapiens, di cui la coetanea Eep s’innamorerà a prima vista.
Il mondo in cui sono calate le vicende è infatti quello di una preistoria in acido, popolata da creature (anche cromaticamente) psichedeliche che sembrano uscite da un mash-up tra "Alice il paese delle meraviglie" e i mondi teneri e sblinechi del Dottor Seuss.
I più pignoli sulla verosimiglianza storica storceranno forse il naso, gli appassionati di cinema e di fiabe gradiranno uno zoo coloratissimo e fantasioso, nel mezzo del quale si muovono, con maggior o minora capacità di bipedismo, personaggi azzeccati nelle loro caratterizzazioni e che presto si fanno apprezzare per il loro portato tematico.

Perché alla fine, la storia de I Croods, oltre a quella dell’amore fra due giovani, della gelosia di un padre e di altre sfumature tutte interne a un contesto familiare, è quella dello scontro tra chi, per paura, stigmatizza ogni curiosità e rifugge come la peste da tutto quello che è nuovo e chi, invece, magari con un pizzico di utopismo, vuole andare incontro al domani senza paraocchi, senza timori, senza sconvolgersi per quello che è nuovo.
Ovvio che nel film diretto da Kirk DeMicco e Chris Sanders (quello di Dragon Trainer, e questo dice molto) e da loro scritto assieme a John Cleese (e questo dice ancora di più) sarà la prima posizione a modificarsi a favore della prima: perché I Croods non è un film d’animazione evolutivo, ma un film d’animazione progressista.

Un film nel quale i buoni sentimenti non mancano, ma non sono mai eccessivamente smielati; dove il senso della famiglia non è mai familismo pedante; carico di umorismo slapstick, sarcastico e volendo persino cattivello per un film del genere (si pensi al protagonista che spera ogni mattina gli sia morta la suocera nella notte).
Soprattutto, un film che spinge verso una libertà che non è l’idea di un’isola ma quella di un terreno comune dove condividere, nel rispetto, caratteri e preferenze, inclinazioni. Dove mescolarsi e, quindi, progredire.





  • Critico e giornalista cinematografico
  • Programmatore di festival
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