Hungry Hearts - la recensione del dramma newyorkese di Saverio Costanzo

31 agosto 2014
4 di 5
135

Al quarto film il regista romano racconta un dramma familiare doloroso.

Hungry Hearts - la recensione del dramma newyorkese di Saverio Costanzo

Dopo aver affrontato la sfida dell’adattamento del best seller di Paolo Giordano La solitudine dei numeri primi, Saverio Costanzo affronta un altro libro complesso su un conflitto familiare, "Il bambino indaco" di Marco Franzoso, pubblicato da Einaudi. Al suo terzo film si conferma al ricerca di atmosfere e storie di ampio respiro, poco legate alla nostra realtà, cinematografica e sociale, raccontando della storia di una coppia, sullo sfondo di una New York che incombe senza irrompere. Si conoscono per caso, si trovano e si sposano dopo che l’italiana Mina (Alba Rohrwacher) rimane incinta del suo amato ingegnere Jude, interpretato da Adam Driver. La loro vita cambia con l’arrivo del bambino, che per Mina è speciale, e deve preservare la sua purezza senza farsi contagiare dalle tradizionali abitudini nutritive. Ma non cresce e Jude si rende conto che rischia di mettere a rischio la sua salute.

Il regista romano ha realizzato un film che mette a disagio, amando allo stesso modo tutti suoi personaggi, pur raccontandoli da vicino, senza la consolazione di uno sguardo distante. Lascia il segno, come una botta dolorosa che a distanza di tempo colpisce ancora più duramente, formando un livido che impedisce che ne svanisca il ricordo, diventando parte di noi.

Un film di ossessioni, di conflitti fra estremi, fra ricerca di una presunta normalità e di eccezionalità. Corpi che si dividono uno spazio; se nel primo film di Costanzo, Private, veniva rappresentata la visione domestica di un conflitto politico, Hungry Hearts circoscrive ancor di più il contendere in uno scontro familiare su come crescere un figlio di pochi mesi. Una coreografia di corpi che prima non riescono a staccarsi, si esplorano presi dall’ossessione di un amore in divenire, poi si allontanano contendendosi l’indifesa creatura frutto della loro passione.

Alba Rohrwacher si conferma una delle attrici più istintive e coraggiose del nostro cinema, dando corpo a un personaggio molto sgradevole, mentre Adam Driver rappresenta al meglio il doloroso punto di vista del pubblico, con un capovolgimento totale del suo ruolo nella serie "Girls", in attesa di lanciarsi nello star system come cattivo della prossima trilogia di Star Wars e in Silence di Martin Scorsese.

Non giudicando mai i propri personaggi, Costanzo gioca sul filo dell’etica della compassione. Ci pone di fronte alla natura umana primordiale, puramente istintiva. Niente è razionale quando si parla del rapporto di due genitori per il proprio figlio. Il convincimento di agire per il meglio può portare alla distruzione di quello che si ama. In epoca di ritorno alle tentazioni di un’etica dogmatica Hungry Hearts rivendica il relativismo etico come conflitto irrisolto fra bene e male.

Un conflitto in cui è solo apparentemente facile prendere posizione, ma il candore doloroso di due cuori affamati ci lascia a disagio. In questo diventa il manifesto della irrisolvibilità interna di un tale conflitto: solo un agente esterno può irrompere per far esplodere l’energia accumulata in una catarsi anch’essa irrazionale, non salvifica né risolutiva. Una delle tante possibili conclusioni di un dramma sulla ricerca utopica della purezza, fra paranoia e massimalismo.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento