Hell or High Water Recensione

Titolo originale: Hell or High Water

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Hell or High Water: recensione del western contemporaneo con Jeff Bridges e Chris Pine

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Hell or High Water: recensione del western contemporaneo con Jeff Bridges e Chris Pine

Solo in Texas. Lo dice uno dei protagonisti di Hell or High Water, western contemporaneo apprezzato allo scorso Festival di Cannes e diretto da David Mackenzie. L’immaginario del Lone Star State è il vero protagonista del film: deserto con qualche cespuglio, un pugno di case con diner e banca all’incrocio, un pick up fermo all’unico semaforo, il niente per centinaia di chilometri con qualche ranch qua e là. Uno scenario con uno sviluppo esclusivamente orizzontale, solo qualche pompa petrolifera, quasi domestica. Un immaginario da film western, amplificato dalla scelta dei nostri (anti)eroi protagonisti di compiere le loro rapine solo in piccole filiali sperdute, rigorosamente di un’unica banca.

Uno è appena uscito di prigione e nella professione ha anni di onorata esperienza, l’altro ha divorziato dalla moglie e vuole dare un futuro ai due figli adolescenti. Uno è istinto, l’altro usa più la testa. Ben Foster e Chris Pine, su livelli interpretativi molto alti. Rubano poche migliaia di dollari ogni volta, si concentrano in zone rurali del Texas occidentale, per rivalersi di un torto commesso da quella specifica banca nei confronti della madre, morta da poco.

Sulle loro tracce non poteva mancare l’antagonista uscito davvero da un’altra epoca, arrivato al suo last show prima della pensione. Un texas ranger interpretato da Jeff Bridges, divisa avana e fiato corto, accento marcato e parole soffiate in un bofonchiare continuo. La caratterizzazione dei personaggi e dei luoghi è ben approfondita, così come il senso di un destino beffardo che inevitabilmente porta la violenza nelle vite di uomini con un senso dell’onore rigoroso. I tempi sono dilatati in questo mondo che sembra fermo da una vita, in cui l’ultima novità è il petrolio; ma è roba di decenni. In cui il diner si chiama come il paese: serve lo stesso menù da 44 anni, e quello avranno i clienti, “tranne uno stronzo nel 1989 che ha chiesto una trota”. Una sottile ironia caustica, mai urlata, che rimanda al cinema dei fratelli Coen. Non è un paese per vecchi valori.

Il senso della giustizia, così come la paura di un futuro pieno di incognite, guida le azioni dei tre i protagonisti di un vecchio west i cui valori sono inquinati dall’ingordigia di un nuovo west del grande capitale, che ha perso la dimensione comunitaria di quella realtà unica. Sotto esame è il modello economico americano, la spersonalizzazione dei rapporti economici e la ricaduta sulla vita quotidiana della gente comune. Hell or High Water si concentra sui momenti statici, in cui l’elettricità è nell’aria, appena prima che venga scatenata in azione e distruzione.

Hell or High Water
Il trailer del film, versione originale - HD
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Mauro Donzelli
  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
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