Grandi bugie tra amici: recensione del film di Guillaume Canet con Marion Cotillard, Gilles Lellouche e François Cluzet

11 settembre 2019
2.5 di 5
15

Sequel della commedia amara corale del 2010 da noi uscita come Piccole bugie tra amici.

Grandi bugie tra amici: recensione del film di Guillaume Canet con Marion Cotillard, Gilles Lellouche e François Cluzet

Guillaume Canet ha sempre centellinato le sue opere come regista. È sempre stato un attore che ama vivere, oltre che fare cinema, e ogni suo film dietro la macchina da presa l’ha vissuto con tutto se stesso, sia i trionfi al botteghino che le delusioni sonore. Come quel Blood Ties, primo film americano stroncato a Cannes e al botteghino, che l’ha fatto fermare a riflettere per un paio d’anni, in cui è tornato a girare la Francia di provincia facendo equitazione, prima passione e carriera di Canet, proveniente da una famiglia di allevatori di cavalli.

Dopo un ruolo da quasi sconosciuto in The Beach, con un Leonardo Di Caprio reduce dalla sbornia di Titanic, arriva alla regia di alcuni corti e spot, per poi passare all’esordio nel lungometraggio con Mon idole (2003), seguito alcuni dopo, nel 2006, dal grande successo del thriller Non dirlo a nessuno. Film in cui ha diretto il suo grande amico Gilles Lellouche, insieme a François Cluzet. Attori che torneranno poi nel 2010 in Piccole bugie tra amici (discutibile titolo italiano per Les petits mouchoirs), insieme alla compagna Marion Cotillard, a Benoit Magimel e Laurent Lafitte. Canet ha spesso lavorato con i suoi amici, creando un’immedesimazione fra fuori e dentro lo schermo che arriva al massimo proprio con questo film, un successo enorme da 5 milioni e mezzo di spettatori in Francia.

La storia di un gruppo di amici che si ritrovano in vacanza, come ogni anno, nella casa al mare di uno di loro, mentre un altro è in fin di vita dopo un incidente. Quest’ultimo è interpretato da Jean Dujardin, in un ruolo alla Kevin Costner ne Il grande freddo. Un successo e un gruppo di lavoro a cui Canet è troppo legato per non tornare a raccontare cosa sia successo di loro, o forse rimasto, viste le liti non da poco del primo film. Il corto circuito della traduzione italiana del titolo ha partorito per il seguito un mefistofelico Grandi bugie tra amici (in originale è il più ottimista Nous finirons ensemble, finiremo insieme).

Sono passati otto anni, gli amici non si vedono insieme da tre, e l’idea malsana è di festeggiare a sorpresa il più anziano e benestante di loro (almeno fino ad ora), François Cluzet, nella sua casa al mare che per tutti loro è uno scrigno pieno di ricordi, non tutti positivi.
Guillaume Canet sembra tramutato in Gabriele Muccino, con il suo racconto di ex giovani che non sembrano crescere mai, anche quando i dissidi sono più segreti del passato, il sesso, misto e a tradiment,o è più rievocato che altro. I problemi sono più i conti che non tornano, economici o sentimentali, mentre le famiglie si allargano e i figli reclamano l’attenzione che questi cocciuti Peter Pan sembrano ostinarsi a non volergli concedere.

Sembrano dei criceti che continuano a girare in tondo anche dopo che la gabbia è stata aperta, i protagonisti di Grandi bugie tra amici. La parola chiave rimane una: nostalgia, intesa come fardello di cui non riescono a liberarsi, incapaci di guardare avanti e pensare a un futuro, a una vita che non è più così promettente o infinita come sembrava anche solo otto anni prima. Nonostante il titolo originale, forse ha ragione proprio il festeggiato (suo malgrado), quando dice: ‘ma perché ci ostiniamo a voler mantenere in vita qualcosa che non esiste più da anni?’.

Se nel film precedente il gioco funzionava, grazie alla giusta dose di fragilità e sincera amicizia, con l’amore che rimaneva quasi sullo sfondo, intimidito dalla necessità di mantenere in equilibrio il gruppo, in questo sequel l’immobilismo e la cocciutaggine dei nostri finisce per stancare. Un accumulo di scene madri e moti sconsiderati se non masochisti che fanno suonare tutta l’orchestra un paio di toni troppo in alto, nonostante qualche momento riuscito e alcuni personaggi, guarda caso femminili, che sembrano rendersi conto di essere finiti in mezzo a un gruppo di bamboccioni, altro che quasi sessantenni.



  • giornalista cinematografico
  • intervistatore seriale non pentito
Suggerisci una correzione per la recensione
Palinsesto di tutti i film in programmazione attualmente nei cinema, con informazioni, orari e sale.
Trova i migliori Film e Serie TV disponibili sulle principali piattaforme di streaming legale.
I Programmi in tv ora in diretta, la guida completa di tutti i canali televisi del palinsesto.
Piattaforme Streaming
lascia un commento